I rischi di Giampaolo e della coppia Maldini-Boban se Elliott preferisce cedere Cutrone per non svendere Andrè Silva. Il Milan ha bisogno di certezze non di nuove scommesse

25.06.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
I rischi di Giampaolo e della coppia Maldini-Boban se Elliott preferisce cedere Cutrone per non svendere Andrè Silva. Il Milan ha bisogno di certezze non di nuove scommesse

Il tempo passa e mentre l’Inter sta per presentare Sensi, ex obiettivo rossonero, il Milan non ha ancora né acquistato, né venduto, un giocatore. Ricordiamo benissimo che un certo Ibrahimovic arrivò soltanto dopo la prima giornata di campionato e grazie ai suoi gol Allegri festeggiò lo scudetto nel 2011, l’ultimo nella bacheca della sede. Allora, però, c’era la solida coppia Berlusconi-Galliani al comando, anche se con un grande futuro dietro le spalle, per usare un’espressione cara a Vittorio Gassman. Stavolta, invece, chi mette i soldi, per usare un’espressione più popolare, è il fondo Elliott del silenzioso mister Singer, che non parla mai ma decide quanto si può spendere per risanare i conti disastrosi frutto delle gestioni precedenti, in attesa di un nuovo proprietario non più di passaggio, meglio ancora se appassionato. Nessuno discute il diritto che è anche un dovere del fondo Elliott, ma le squadre di calcio a tutti i livelli, e a maggior motivo quelli più alti, non si costruiscono nella convinzione che due più due faccia sempre quattro, come in qualsiasi azienda. Per essere più chiari e arrivare al nocciolo del problema, è troppo rischioso pensare che Andrè Silva, (stra)pagato 38 milioni, valga più di Cutrone che non è costato nulla perché cresciuto nel settore giovanile. Come conseguenza, per un evidente vantaggio economico, può sembrare facile pensare che convenga cedere Cutrone per 25 milioni, invece di svendere alla stessa cifra Andrè Silva. Questo, secondo quanto ha scritto domenica il “Corriere della Sera”, sarebbe il desiderio, se non proprio il suggerimento, del fondo Elliott, basato appunto su un ragionamento economico prima che tecnico.  

I fatti, però, che contano quanto i soldi se non di più nel calcio, dicono che Andrè Silva ha deluso prima in Italia nel Milan e poi in Spagna nel Siviglia, mentre Cutrone pur giocando pochissimo ha già dimostrato di valere un posto in prima squadra, come titolare al fianco di Piatek, o almeno come primissima alternativa. Paragonato spesso a Inzaghi per i suoi limiti tecnici mascherati dall’identico fiuto del gol, Cutrone con la maglia della Under 21 sabato sera ha segnato un gol di testa che non era certamente la specialità di Superpippo. Ciò significa che a 21 anni ha ancora ampi margini di miglioramento, per cui sarebbe un grave errore sacrificarlo. Se così fosse, la decisione dovrebbe essere presa, e non soltanto condivisa, da Giampaolo che però, proprio perché è al debutto su una panchina così importante, ha bisogno di certezze, non di scommesse, visto che alla fine sarà giudicato in base ai risultati. Il discorso vale anche per il recupero di Biglia e il rilancio di Suso, che sembravano destinati a partire, ma per altri motivi si può estendere alla nuova coppia Maldini-Boban. Se a Leonardo sono stati rimproverati gli acquisti di Higuain, Castillejo e Laxalt, nel caso in cui le scelte dei due responsabili dell’area tecnica non si rivelassero all’altezza delle aspettative, sarebbero loro infatti a rendere conto alla proprietà e non certamente il più defilato mister Gazidis, impegnato a moltiplicare gli effetti del marchio Milan. Tutti, quindi, devono recitare al meglio il proprio ruolo, senza invadere il campo delle competenze altrui. Perché un conto è sistemare il bilancio, un altro migliorare la squadra in base non soltanto all’età media dei giocatori, ma anche al rispettivo valore. Ben vengano, quindi, giovani di qualità scelti da Maldini e Boban, anche se una squadra senza giocatori d’esperienza, come giustamente avrebbe voluto Gattuso, non può illudersi di tornare in Champions. Perché anche se nessuno lo dirà pubblicamente, questo era e sarà ancora l’obiettivo del fondo Elliott. A maggior motivo se il Milan non parteciperà all’Europa League.