I sogni Chiesa e Milenkovic, la possibilità Aurier, la certezza Daniel Maldini e la speranza Colombo per il nuovo Milan che promette molto

08.09.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
I sogni Chiesa e Milenkovic, la possibilità Aurier, la certezza Daniel Maldini e la speranza Colombo per il nuovo Milan che promette molto

Partiamo dalle ultime impressioni, che sono anche le prime della nuova stagione. Aspettando il ritorno di capitan Romagnoli, contro il Monza del bravo ex rossonero Brocchi, che sogna la serie A ma è “soltanto” in serie B, la difesa del Milan ha ballato troppo e questo è un campanello d’allarme pensando alla prima gara senza appello, in Europa League, giovedì 17 a Dublino contro i rivali irlandesi. Duarte, purtroppo, non ha convinto nemmeno stavolta e attorno a lui i due esterni titolari, Calabria ed Hernandez si sono confermati più bravi ad attaccare che a difendere. Anche per questo il primo sogno in ordine di importanza si chiama Milenkovic, il centrale della Fiorentina che Pioli conosce bene e sarebbe il compagno ideale di Romagnoli, per non spremere troppo Kjaer. Oltre a lui, o almeno in alternativa a lui, sarebbe utilissimo Aurier, il difensore del Tottenham che tra l’altro ha già grande esperienza internazionale. L’importante è avere le idee chiare e non aspettare gli ultimi giorni, perché è vero che c’è tempo fino al 5 ottobre quando chiuderà il mercato, ma partire bene e non male coma un anno fa è fondamentale. E allora, dopo il grande colpo Tonali, il Milan fa bene a muoversi sotto traccia, insistendo per avere Chiesa, che al contrario dello stesso Tonali non ha bisogno di crescere perché è già una certezza e al Milan potrebbe regalare la sua spinta sulla fascia destra, con l’aggiunta di nuovi gol che Castillejo non è stato in grado di assicurare con regolarità. E poi, ripensando alla partita contro il Monza, ma anche ai segnali già mostrati in precedenza, c’è la nuova certezza che si chiama Daniel Maldini, ultimo rampollo di una dinastia che fa rima con garanzia. Attaccante e non difensore come il padre Paolo e il nonno Cesare, il quasi diciannovenne Daniel (nato a Milano l’11 ottobre 2001) ha dimostrato di avere personalità e soprattutto precisione nel tiro in porta, per cui Pioli dopo aver fatto bene a non lasciarlo partire in prestito, potrebbe utilizzarlo come titolare anche nelle partite che contano, come alternativa a Calhanoglu nel ruolo di trequartista, e sicuramente vicino a Ibrahimovic potrebbe ulteriormente migliorare, diventando un punto di riferimento in attacco per il futuro. Insieme con lui va tenuto seriamente in considerazione l’altro gioiellino rossonero, Lorenzo Colombo, 18 anni e un grande futuro come attaccante, perché non si segnano gol come ha fatto lui contro il Monza, per caso. Le promesse, quindi, sono tante ma le promesse poi vanno mantenute e nell’attesa non bisogna fermarsi qui. Il Milan che riparte da Ibrahimovic va completato per correre su tutti i fronti, a cominciare ovviamente dal campionato. Perché, come ha ammesso Pioli, l’obiettivo minimo di questa stagione è il quarto posto, per tornare a sentire la musichetta della Champions.