Ibra, Cala e altro: segnali d’Europa. Condizione precaria ma la testa c’è. Mercato, è già fallimento

18.09.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Ibra, Cala e altro: segnali d’Europa. Condizione precaria ma la testa c’è. Mercato, è già fallimento

Giusto non sottovalutare mai impegni e avversari, altrettanto giusto però - poi - raccogliere i frutti di una differenza chiara e netta, tra valori tecnici e strutturali nei confronti di uno storico club irlandese con uno status semiprofessionista. Nulla si prende sottogamba, in Italia e soprattutto in Europa e per questo l’atteggiamento dei rossoneri a Dublino è piaciuto. Dal Cagliari, ultima giornata di campionato, allo Shamrock Rovers, prima della nuova stagione, il filo conduttore è proprio questo: il modo del Milan di stare in campo, di affrontare le partite. 

Pur nella precarietà della condizione fisica attuale e con assenze importanti, l’aspetto confortante della gestione Pioli è sempre stata la costante applicazione della squadra, con le eccezioni di Bergamo, la ripresa del derby e quella farsa con il Genoa a San Siro alla vigilia del lockdown. Su questa strada, si cresce. È un processo ineluttabile.

Forse proprio per questo non è un caso che il primo marcatore del 2020-21 sia stato Ibra: è lui il vate del perfezionismo, il braccio armato della meticolosità apparentemente pacata dell’allenatore. Dopo anni di applausi al compagno che sbagliava un passaggio, ora c’è un leader insofferente e severo che non accetta la giocata superficiale e fa lo sguardo cattivo. Si impara e si cresce anche così. 

Le sbavature sono state molte, questa è la stagione delle imperfezioni: la ricerca della condizione fisica e mentale pare fisiologicamente il primo obiettivo. Senza Rebic e con Saelemakers inventato alto a sinistra, per esempio, il peso specifico è diverso anche se Hernandez ha potuto spingere con continuità. Contro una squadra modesta e chiusa a riccio, la determinazione è stata la nota positiva tangibile. 

Mancano un paio di tasselli, si vede a occhio nudo. Il mercato chiude tra 2 settimane, Maldini è al lavoro. Saremo completi. In quest’ottica, continuo a fare fatica a comprendere alcune valutazioni che assegnano già oggi titoli di reginetta del mercato, segnatamente all’Inter. Sarà anche così (ogni anno è così, da quando ero bambino), ma se la diretta per Miss Italia inizia alle 21, è un po’ difficile dire alle 22.30 quale bella ragazza in gara vincerà. In compenso, se si parla di calciomercato la netta sensazione è che sarà comunque il Milan a perdere. Per la critica. Sul campo, invece, vedremo...