Ibra fa la prima mossa donando 100 mila euro. Sarebbe utile dargli domani un ruolo nel Milan. Le lodi di Pioli non allontanano Rangnick

19.03.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Ibra fa la prima mossa donando 100 mila euro. Sarebbe utile dargli domani un ruolo nel Milan. Le lodi di Pioli non allontanano Rangnick

Si è mosso Zlatan. Ha cominciato lui, per dare l’esempio, e smuovere le acque di un oceano attraversato da onde gigantesche. Si è mosso Ibrahimovic a dimostrazione del legame con Milano e con il Belpaese, ma anche a conferma del temperamento da leader, capace di indicare a tutti la strada. Ha donato 100 mila euro chiamando a raccolta tutti i big della serie A che non potranno più stare a guardare. Anche se l’argomento non è il Milan ma quel maledetto virus, ebbene la scelta di Zlatan, dalla sua residenza svedese, ci offre l’occasione per riflettere sul suo contributo al Milan e sul suo ruolo futuro. Fossi in Gazidis e in Elliott, invece di interrogarmi sul contributo tecnico di Ibrahimovic 39 enne come calciatore, comincerei a valutarne il peso di una posizione nuova, espressione futura del Milan società specie se nei prossimi mesi Paolo Maldini, come ha fatto sapere ai suoi intimi, dovesse replicare l’azione di Boban e chiudere la sua esperienza con il club della sua carriera.

In queste ore difficili e complicate e di calcio sospeso, da casa Milan giungono, come è giusto che sia, alcuni frammenti di notizie. Per esempio il messaggio video, in perfetto italiano, che Ivan Gazidis ha inviato a tutti i dipendenti, ha avuto l’effetto di far capire che c’è una guida, anche se di natura riservata e che la sua solitudine, espressa plasticamente dalla famosa foto della tribuna di Milan-Genoa, è mitigata dal fatto che di calcio, per qualche tempo, non si parlerà. Anzi è l’occasione per preparare il futuro. Mi raccontano anzi che tutte le mattine, in conference call, ci sono i colloqui puntuali con tutti i responsabili delle divisioni e tra questi naturalmente anche Paolo Maldini, rimasto al suo posto come il capitano della nave. Questo tempo morto può consentire non solo di ripensare ad allestire il prossimo staff tecnico ma anche a preparare le scadenze che diventeranno decisive. Mi riferisco ai contratti da rinegoziare, a quelli da confermare e quelli da lasciar partire, insomma al piano industriale oltre che alla ripresa dell’attività.

Sempre da casa Milan si sprecano gli attestati di stima nei confronti di Stefano Pioli. Intendiamoci: sono l’indiscutibile contributo a farlo apparire saldo in sella visto che le voci, le narrazioni e i dettagli dell’operazione Rangnick non mancano. Sul punto ho notato un simpatico siparietto dei media: si sono lette notizie di significato opposto, un giorno le conferme dalla stampa tedesca, un giorno le smentite dal fronte italiano. La verità è una sola: la scelta è fatta ed è anche giusto che sia così. Perché per la prima volta Gazidis prenderà la guida anche tecnica del club e sarà giudicato complessivamente. Comunque finisca questa stagione, credo che a Pioli debba essere riconosciuto un comportamento esemplare. Qualunque altro suo collega avrebbe reagito nei giorni precedenti allo stop in modo nervoso e anche polemico. Lui ha capito tutto ed è riuscito a mettersi alle spalle persino le scosse telluriche avvertite dallo scontro con Boban.