Ibra lascerà il Milan e il calcio. Addio anche a Maldini e Pioli. Gazidis solo al comando senza parafulmini e senza alibi

17.03.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Ibra lascerà il Milan e il calcio. Addio anche a Maldini e Pioli. Gazidis solo al comando senza parafulmini e senza alibi

Parliamo di calcio, perché del resto parlano tutti e purtroppo non è mai abbastanza. E in particolare, parlando del Milan, togliamo tutti gli inutili, e in qualche caso patetici, punti interrogativi perché non è giusto illudere i tifosi con false speranze, o peggio ancora con promesse di comodo. Il primo punto interrogativo da togliere riguarda il futuro di Ibrahimovic, perché lo svedese ha già capito e quindi già deciso, dopo il traumatico addio di Boban, che questo non potrà più essere il suo Milan. E siccome a ottobre compirà 39 anni e ha tanti altri interessi extracalcistici, non soltanto chiuderà con il Milan, se e quando finirà questa maledetta stagione, ma chiuderà anche con il calcio. Un addio a testa alta e con la coscienza tranquilla perché i suoi tempi supplementari con il Milan sono stati l’ultimo regalo per i tifosi e un atto di amore per l’unica squadra dalla quale non sarebbe mai andato via. Ibrahimovic, però, ha capito che la squadra è da ricostruire in ogni reparto e forse nemmeno il miglior Berlusconi sarebbe in grado di farlo in una sola estate. Ma come se non bastasse questo grande ed evidente problema tecnico, Ibrahimovic non ha il minimo feeling con Gazidis, per usare un eufemismo, per cui non ha alcuno stimolo per continuare a fare sacrifici, senza speranze di vincere qualcosa, perché un eventuale quarto posto alla fine della prossima stagione gli garantirebbe soltanto la partecipazione alla Champions League a 40 anni, ma a tutto c’è un limite. Niente Milan e niente calcio, quindi, nel suo futuro, lo stesso destino di Maldini, per analoghe ragioni. Perché Maldini, che già stava per lasciare un’estate fa ed è rimasto soltanto quando ha potuto contare sulla collaborazione di Boban, per amicizia e lealtà nei suoi confronti, non ha più motivi per continuare a fare da parafulmine a Gazidis. E’ vero che lui ha sbagliato a puntare su Giampaolo, ma lo ha fatto in buona fede, pensando al bene del Milan, senza lasciarsi condizionare da amicizie personali. L’idea di rimanere con compiti ridotti soltanto per intascare un paio di milioni in più non è sufficiente per trattenerlo, a maggior motivo senza Boban.

Un altro destinato a lasciare il Milan è Pioli, il meno colpevole di tutti, anzi l’unico innocente, che però sembra  costretto a raggiungere un posto in Europa, o a vincere la coppa Italia, per guadagnarsi la conferma secondo quanto trapela dai piani alti del club. Una condizione assurda, perché Pioli ha ereditato una squadra in piena emergenza e non va giudicato per il risultato finale ma per il lavoro svolto in condizioni non facili. Ecco perché la fiducia manifestatagli da Gazidis è una classica bugia diplomatica per non gettare altra benzina sul fuoco. Pioli, però, non è stupido e ha già capito da tempo che a fine anno saluterà per lasciare il posto al professore in arrivo dalla Germania, contattato ma non ancora “contrattato” con una decisiva “erre” in più, come ha precisato il presidente (di facciata) Scaroni, pronto a scaricare Boban pur di salvare la propria poltrona virtuale. Il tempo dirà se il professore tedesco o un’eventuale sua alternativa sarà stata una scelta giusta. Ma soprattutto dirà se Gazidis, con poteri ancora più pieni di quelli avuti fin qui, merita di rimanere al Milan. Perché il tempo degli alibi scadrà anche per lui. E il tempo è l’unico giudice inappellabile che non fa sconti a nessuno.