Ibra meglio di CR7, Brahim Diaz e Tonali nuove certezze, ma per un Milan da Champions servono un difensore e Chiesa

22.09.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Ibra meglio di CR7, Brahim Diaz e Tonali nuove certezze, ma per un Milan da Champions servono un difensore e Chiesa

Buona, anzi ottima, la prima. Meglio di un anno fa quando il Milan di Giampaolo perse a Udine e meglio anche di due anni fa quando il Milan di Gattuso perse a Napoli. Come se non avesse mai staccato la spina dalla fine del campionato del post-covid chiuso con il 3-0 sul Cagliari, il nuovo-vecchio Milan di Pioli batte 2-0 il Bologna e vola in testa alla classifica, come non gli era mai successo in tutta la stagione scorsa. Merito di Zlatan Ibrahimovic, che a sua volta vola, e nel suo caso da solo, in testa alla classifica dei cannonieri, grazie alla sua doppietta. Meglio di Cristiano Ronaldo, quindi, non soltanto per i numeri, ma per come gioca e per come segna, alla faccia dei 39 anni che festeggerà il 3 ottobre, alla vigilia della prossima partita casalinga di campionato contro lo Spezia.  Anche il 18 luglio scorso il Milan aveva battuto il Bologna a San Siro, con un punteggio ancora più largo, ma incredibilmente in quel 5-1 con i gol di Saelemaekers, Calhanoglu, Bennacer, Rebic e Calabria, mancava proprio la firma di Ibra. Come se volesse cancellare quel vuoto, lo svedese prima ha sbloccato lo 0-0 con un colpo di testa straordinario, saltando più in alto di due avversari, Dominguez e Danilo, poi ha trasformato il rigore del 2-0, concesso opportunamente dal Var. E’ vero che Ibra avrebbe potuto segnare almeno altri due gol, ma per adesso va bene così in attesa che anche i suoi compagni incomincino a trovare la via della rete. Per quel poco che ha fatto vedere quando è entrato in campo al posto di Calhanoglu, l’ultimo arrivato Brahim Diaz che ha scelto il vecchio numero 21 di Ibra sarà uno dei primi a mettere in difficoltà Pioli, perché il trequartista di scorta arrivato dal Real Madrid ha dimostrato personalità e persino maggiore concretezza del turco. Il futuro è suo e il discorso vale anche per il gioiellino Tonali al debutto a San Siro con la maglia numero 8 del suo idolo Gattuso, perché ha una classe sicuramente superiore a Kessie, di cui non a caso ha reso il posto. Se il buongiorno si vede dal mattino, come si suol dire, questo Milan quindi promette tanto e bene, ma non ancora abbastanza per correre senza soffrire troppo verso il quarto posto, obiettivo minimo della stagione. Appena è uscito Kjaer, infatti, la difesa con Duarte al suo posto al fianco di Gabbia ha ballato pericolosamente e il Bologna ha sfiorato il gol, negato dal solito grande Donnarumma. Ecco perché bisogna fare in fretta per trovare un nuovo difensore all’altezza delle ambizioni rossonere, senza abbandonare il sogno, o il lusso, di puntare a Chiesa, perché la fascia destra con Castillejo prima e Saelemaekers poi è un altro punto debole da non sottovalutare. Anche se come partenza va bene così. Grazie al solito grande Ibra che nel Milan incide più di Ronaldo nella Juventus e non a caso ha fatto saltare di gioia Galliani come ai vecchi tempi. Perché il tempo passa per gli altri ma non per Zlatan.