Ibra-Milan ai titoli di coda con l’arrivo di Rangnick, che vuole le chiavi della squadra. Rossoneri a caccia di baby talenti, ma occhio anche a Boga

18.05.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Ibra-Milan ai titoli di coda con l’arrivo di Rangnick, che vuole le chiavi della squadra. Rossoneri a caccia di baby talenti, ma occhio anche a Boga

Analizzando il gioco di Ralf Rangnick si possono capire molte cose. Ad esempio i giocatori che serviranno al manager tedesco per metterlo in atto. Serviranno calciatori dinamici, dal ritmo molto alto nelle fibre muscolari e nel cervello, poiché uno dei problemi del Milan è il suo ritmo. È evidente come i rossoneri vadano più lentamente rispetto alle big italiane ed europee e quando viaggiano su quelle frequenze, prima o poi scoppiano all’interno della stessa partita, mettendo il risultato in bilico. Serve dunque equilibrare verso l’alto la conoscenza muscolare e mentale della squadra. Perché il gioco di Rangnick è fatto di verticalità ossessiva, recupero palla in massimo 10 secondi e ribaltamento dell’azione in 8’’ compresa la conclusione in porta. Questi i crismi teorici, si può sbagliare di qualche secondo, ma Rangnick vuole questo. A volte si potrebbe dire che le sue squadre hanno speculato sul gioco degli altri, ma dopo anni di vacche magrissime, ci manca solo che si inizi a fare gli schizzinosi sull’estetica del gioco espresso. Serve avviare un procedimento di crescita chiaro, coerente e che segua una linea precisa. Impossibile pensare di tornare competitivi se non si fanno i passi giusti. Ed è per questo motivo che il Milan deve passare dal percorso che hanno intrapreso Lazio e Atalanta prima di tornare grande. Si deve ricreare un’identità, quella che andava cercando Rino Gattuso e che non gli è stato possibile costruire poiché le sue idee non coincidevano con quelle di chi governa il club.

Ed è anche per tutti questi motivi che è difficile pensare che Zlatan Ibrahimovic possa rimanere al Milan. Lo svedese, campione totale anche a 39 anni, non ha più nelle gambe quella fase di non possesso palla che Rangnick chiede alle sue due punte. Basti vedere su YouTube che tipo di movimenti e con quale intensità di muovevano l’anno scorso Werner e Poulsen per capire a cosa mi riferisco. Lo dico con grande dispiacere, perché Ibrahimovic è e sarà sempre uno dei migliori giocatori che abbiano mai indossato la maglia del Milan. Ma se si vuole dare un taglio al passato e alle bandiere, allora anche la sua va riposta nell’arca della gloria con il dovuto rispetto, una volta che questa stagione sarà finita. Mi stupirebbe molto se rimanesse (e la cosa non è che mi dispiacerebbe, anzi), ma i segnali che arrivano portano a quello. E portano ad un Rangnick che vuole le chiavi di tutte le porte della casa rossonera, almeno nell’ala sportiva. Dove interverrà anche sul mercato.

In questi giorni sono proliferati una serie di nomi di giovani talenti che, probabilmente, sono sulla lista dei rossoneri o che hanno avuto contatti con questi. Si tratta di giocatori giovani, potenzialmente forti, ma sui quali è giusto non esprimersi solo grazie ai video di YouTube. Perché un conto sono le analisi tattiche per i principi di gioco ed un conto è il reale impatto di un calciatore che esce dalla sua realtà per entrare in un’altra. Basti vedere Leao lo scorso anno. Il nome nuovo che inizia a circolare in ambienti milanisti è quello di Boga del Sassuolo, sul quale c’è anche il Napoli. Il suo profilo piace perché utilizzabile sia nel 4-4-2 sia nel 4-3-3, ovvero i due moduli di riferimento di Rangnick. Ma servirà una spesa importante e anche battere la concorrenza di altri club. Ma lui rappresenta quel profilo per il quale la proprietà spenderebbe più volentieri i suoi soldi.