Ibra non deve esagerare con le richieste. Giusto confermarlo ma davanti a lui serve un centravanti vero. L’altro obiettivo è De Paul

04.08.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Ibra non deve esagerare con le richieste. Giusto confermarlo ma davanti a lui serve un centravanti vero. L’altro obiettivo è De Paul

Concluso il campionato con un’altra vittoria, complimenti a tutti per la rimonta a cominciare da Pioli ovviamente. Per la verità, il sesto posto finale è un gradino sotto quello di un anno fa e due sotto gli obiettivi di partenza, ma dopo la falsa partenza con Giampaolo voto 10 al suo successore e naturalmente 10 anche a Ibrahimovic, 10 come i suoi gol, soltanto uno meno di Dybala per rendere l’idea. Confesso che ero tra i pochi perplessi, se non addirittura contrario, al suo arrivo perché il Milan era decimo, dopo lo 0-5 prenatalizio di Bergamo, e pensavo che al massimo sarebbe entrato in Europa League e non in Champions. Così è stato, ma al di là del piazzamento finale ho cambiato idea. Ibrahimovic, infatti, ha dimostrato di essere ancora importantissimo perché, con o senza i suoi gol, ha trascinato una squadra troppo giovane aiutando Pioli in mezzo al campo, come un secondo allenatore con la grinta di Gattuso pronto a rimproverare i suoi compagni quando sbagliavano. Quando si è professionistinella testa come Ibrahimovic, e non come Balotelli o Cassano per citare due ex rossoneri, l’età non conta. E se Maldini e Costacurta hanno giocato fino a 40 e 41 anni, proprio perché avevano la testa giusta, lo può fare anche Ibrahimovic che di anni ne compirà “soltanto“ 39 in ottobre. Tutti, compreso il sottoscritto, hanno capito che lo svedese merita di rimanere, ma adesso lui non deve tirare troppo la corda esagerando con le richieste economiche. Se davvero vuol bene al Milan e a sé stesso non è un milione in più o in meno che gli cambia la vita, per cui è lecito essere ottimisti, perché una rottura per motivi economici farebbe male a tutti. Ma visto che è rimasto Pioli e con lui rimarràMaldini, che lo ha fortemente voluto insieme con Boban, tutto lascia ben sperare. Una volta messa la firma sul nuovo contratto, il Milan dovrà però cercare un vero goleador, non soltanto per motivi anagrafici ma anche per motivi tattici e tecnici. Ibrahimovic, infatti, sa e vuole giocare anche fuori dall’area di rigore e potrebbe essere impiegato come suggeritore alle spalle del nuovo numero 9, destinato a giocare con o senza di lui. Leao e Rebic si sono rivelati ottime alternative in attacco, ma non sono punte centrali e comunque ci sarà spazio anche per loro, pensando agli impegni in più in Europa League. Sappiamo che Ibrahimovic si trova molto bene con Leao con il quale ha legato fin dai primi allenamenti in gennaio. Nel prossimo Milan, però, dovrà andare d’accordo anche con il nuovo centravanti ancora da individuare, senza pericolose gelosie nell’interesse di tutti. E in questo senso sarà importante il dialogo instaurato tra Ibrahimovic e Pioli, al di là degli ottimi rapporti che lo svedese ha con Maldini. Rinforzare l’attacco sarà importante, ma non sufficiente perché il Milan ha bisogno anche di maggiore qualità in mezzo al campo. E allora c’è da sperare che le voci sul possibile arrivo dell’argentino De Paul dell’Udinese trovino conferma. Il numero 10 definitivamente valorizzato da Gotti in questa stagione è ormai maturo per fare il leader in una grande squadra e sarebbe un peccato lasciarselo sfuggire, perché De Paul è un vero numero 10, dotato di classe, fantasia, personalità e tiro, tutte qualità che l’attuale numero 10 rossonero Calhanoglu ha mostrato soltanto in parte nel finale di campionato.L’esperienza di questa stagione ha confermato che bisogna partire bene, perché i punti persi all’inizio pesano alla fine. E quindi meglio scegliere e spendere bene prima che correre ai ripari dopo.