Ibra ora vinci la tua prima Coppa Italia, la via più breve per l’Europa. Basta acquisti dalla Juve, dopo Bonucci e Caldara. Pioli, punta su Rebic e Krunic

28.01.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Ibra ora vinci la tua prima Coppa Italia, la via più breve per l’Europa. Basta acquisti dalla Juve, dopo Bonucci e Caldara. Pioli, punta su Rebic e Krunic

Il mercato di riparazione chiude venerdì, ma prima di svendere Piatek e Paquetà ed eventualmente prendere sostituti più duraturi bisogna concentrarsi sulla Coppa Italia. Stasera il Milan riceve il Torino in crisi e non può lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione di qualificarsi per le semifinali. E’ vero che poi, con gare di andata e ritorno, l’avversario sarebbe la Juventus, ma questo non è il momento di fare calcoli. O meglio, conviene farli pensando soltanto al traguardo finale, perché in caso di arrivo in finale, appunto, il Milan affronterebbe il Napoli, la Fiorentina o addirittura l’Inter, come non accade dall’unica finale milanese che risale al lontanissimo 1977. Vincere la Coppa Italia non sarebbe un contentino, ma un grande successo per il Milan che non festeggia un titolo dal 2016, quando strappò la Supercoppa italiana alla Juventus. Allora aveva perso la finale di Coppa Italia contro la stessa Juventus mentre stavolta, salvo uno scudetto all’Inter, dovrebbe vincere in finale. In ogni caso la Coppa Italia rappresenta la via migliore e più diretta per tornare in Europa, perché il sesto posto occupato adesso dai rossoneri li obbligherebbe ai preliminari di Europa League, con il fastidio di una preparazione anticipata e la rinuncia a eventuali amichevoli precampionato oltre oceano. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il Torino, però, e sarebbe grave lasciarsi sfuggire questa occasione, oltretutto in casa. Ecco perché Ibrahimovic, invece di rimanere in panchina come contro la Spal, stavolta deve trascinare i compagni anche in questa nuova avventura, nel ricordo di quanto disse il giorno della sua presentazione quando parlando della Coppa Italia ammise con dispiacere di non averla mai vinta. E’ vero che domenica ci sarà un’altra partita difficile contro il lanciatissimo Verona, ma il campionato offrirà altre occasioni per risalire la corrente, mentre la Coppa Italia non ha altre prove d’appello dopo stasera e andare avanti aiuterebbe a moltiplicare l’autostima della squadra che Pioli sta rilanciando con le sue mosse in campo e il suo buon senso fuori.

Dopo aver lasciato ai margini Piatek per motivi tattici, preferendogli Leao come “spalla” di Ibrahimovic, e Paquetà per motivi caratteriali, Pioli è stato bravo a rilanciare Rebic che sembrava in partenza e adesso, dopo il gol decisivo di Brescia non può tenerlo ancora in panchina. Meglio farlo partire subito titolare, perché Calhanoglu non può godere all’infinito della fiducia di Pioli, collezionando insufficienze in serie. E con lui un altro che ormai non è più difendibile è Kessie, causa indiretta delle troppe ammonizioni accumulate da Bennacer che deve correre su tutti i palloni per coprire i vuoti lasciati dall’ex atalantino. Dopo aver rilanciato Rebic, quindi, Pioli dovrebbe rilanciare stabilmente anche Krunic, rivalutando così l’ultima discussa campagna acquisti. Pochi aggiustamenti, ma importanti, per migliorare la squadra senza sottovalutare Bonaventura, che può avere avuto un momento di appannamento ma tecnicamente rimane il centrocampista con maggiore qualità nell’organico. In attesa di possibili rinforzi, ma a patto che non provengano dalla Juventus perché dopo i “pacchi” Bonucci, Higuain e Caldara, non è il caso di rischiare di nuovo con l’incompreso Bernardeschi.