Ibra serve come il pane. Caro Zorro, scusarsi non è mai patetico

27.12.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Ibra serve come il pane. Caro Zorro, scusarsi non è mai patetico

Chi ancora può avere dubbi sull’utilità del 38enne Ibrahimovic al Milan, dopo i punti malamente buttati via in 2 stagioni contro Sassuolo Bologna Frosinone Empoli Torino Napoli Fiorentina Cagliari Parma Udinese ...? Chi può avere ancora dei dubbi dopo la figuraccia ignobile di Bergamo? Ibrahimovic serve per insegnare, etica e serietà. Serve per aiutare, l’allenatore e la società. Serve per imporre, disciplina e regole professionali. Serve per evitare umiliazioni come quella con l’Atalanta. Serve per segnare quel gol o 2 che in un campionato possono fare la differenza. Ibrahimovic è la prova di una proprietà che (finalmente!) asseconda Maldini e Boban i quali - insieme con virgulti di speranze più o meno belle - pretendono veterani di esperienza, carattere e leadership. Da ieri nel campionato italiano c’è un solo altro giocatore dello spessore e della fama di CR7 e questo fuoriclasse è Zlatan Ibrahimovic. 

Sono credente. Ho fede nella religione cristiana (molta meno nella Chiesa). Però davanti a una guerra, un attentato, un sopruso, un’ingiustizia, una violenza, alla crudeltà della vita, davanti alla crisi climatica sociale e culturale del pianeta non posso incazzarmi sempre e solo con Adamo ed Eva. È colpa dell’uomo, di come ha vissuto, vive e vivrà. Una volta ricordato che - purtroppo - il peccato originale sta negli anni del grottesco tramonto dell’epopea Berlusconi, che ha lasciato in eredità un patrimonio tecnico da fame dopo una finta vendita è una vendita e una interessata vendita finale, dobbiamo parlare del presente. E, se ci riusciamo, del futuro. 

Bergamo ha distrutto le convinzioni maturate in 2 mesi di Pioli, in cui si era vista una squadra degna di tale nome pur con tutti i suoi molti limiti, tecnici e di crescita oltre che di personalità. La vergogna dell’ultima domenica dell’anno è una macchia che sarà difficile cancellare, ma che potrebbe risultare quanto mai vitale se tutte le componenti del club sapranno darle il peso che merita. 

Anzitutto, l’assente proprietà che ha il dovere di assecondare la linea guida dei suoi due referenti tecnici. Maldini e Boban devono disporre di un budget, non di diktat che impongano limiti di età per gli acquisti. Poi, i dirigenti che devono imporre alla squadra un comportamento decoroso dagli allenamenti quotidiani agli atteggiamenti in campo: questa banda di scolaretti deve crescere e maturare, altrimenti nessuno farà carriera né con questa maglia né altrove. Infine tecnico e giocatori: non si può non avere la percezione di uno sfacelo. Bisogna predisporre tutti i mezzi necessari, dalla formazione alla tattica, per arginare un avversario aggressivo e fisicamente più forte. Bergamo è il fondo di un barile vuoto. 

Ibra da solo, ho scritto, serve moltissimo, ma non basta. Servono altri uomini e calciatori di spessore, senza guardare la carta di identità. Servono leader che non ci stanno a fare brutte figure come contro Udinese Torino Fiorentina Inter Atalanta, non ci stanno ad essere umiliati. Serve capire che è necessario restituire a questo ambiente un minimo di senso di appartenenza, inteso come professionalità, serietà e abnegazione: il limite di sopportazione dei migliori tifosi del mondo è stato ampiamente superato. Adesso basta. 

Caro Boban, non sono d’accordo: chiedere scusa non è mai patetico. Chiedo scusa per la fiducia illimitata che professo ogni giorno e in ogni occasione: è forse un mio limite, ma sono ancora convinto che disponiamo di uomini e mezzi per poter raddrizzare la schiena. Lo meritiamo tutti.