Ibra, un tira e molla stucchevole. Prosegue il taglio del monte ingaggi. La promessa a Rebic mentre Bakayoko è più vicino

24.08.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Ibra, un tira e molla stucchevole. Prosegue il taglio del monte ingaggi. La promessa a Rebic mentre Bakayoko è più vicino

Va bene parlare di un semi-Dio, ma un minimo di rispetto anche lui dovrebbe portarlo. Il lungo tira e molla tra Zlatan Ibrahimovic e il Milan si è protratto oltre ogni limite immaginabile. La proposta avanzata dal club è di quelle importanti, 6 milioni complessivi contro i 7 garantiti chiesti dallo svedese. Una distanza che è stata pian piano accorciata dal tempo e dal modus operandi della società, che ha formulato una proposta – oggettivamente – di tutto rispetto per un calciatore che, per quanto sia decisivo, va pur sempre per i 39 anni. E non si arrabbi sua maestà Zlatan se viene sottolineato questo dato, visto che comunque andrebbe ad essere il giocatore più pagato della rosa insieme al compagno di scuderia Gigio Donnarumma. Perché se la base netta è di 5 milioni, i restanti denari sono facilmente raggiungibili grazie a presenze e gol minimi. Per uno che, in un girone di ritorno, ne ha fatti 10 in 18 partite, non dovrebbe essere un problema visto che per l’attivazione dei bonus economici sono validi anche le presenze e i gol europei. Tutti si sarebbero aspettati una risoluzione più veloce della vicenda, invece Ibra ha tenuto in mano il pallino del gioco sapendo anche che la dirigenza ha puntato tutto su di lui. Dunque, in caso di rottura – che nessuno si augura – dovrebbe scattare la corsa a qualche svincolato di peso come Giroud e Mandzukic (Cavani sarebbe il top, ma ha richieste disumane a livello di stipendio). I giorni scorsi sono passati all’interno di un clima di tensione palpabile, sia tra gli addetti ai lavori sia tra noi giornalisti, inchiodati a un immobilismo che ha portato la notizia quasi a diventare anacronistica. E ce ne vuole. Vedremo se nel corso delle prossime ore ci sarà o meno il segnale da Stoccolma, luogo in cui Zlatan ha sempre preso le decisioni prima di firmare i contratti.

Se c’è una cosa che la proprietà deve migliorare all’interno della gestione del mercato rossonero è lo snellimento della linea decisionale sull’approvazione o meno delle operazioni. È necessario che vi siano passaggi più snelli tra Milano e Londra, il che non vuol dire che non ci debbano essere le giuste analisi tecnico-economiche, per carità, ma serve che per prendere una decisione sia in entrata sia in uscita, i tempi siano più fluidi. Anche perché il rischio è quello di arenarsi su alcuni step con gli agenti che possono anche propendere per strade diverse. Non vuole essere una critica, ma un suggerimento operativo. Anche perché con la partenza di Reina, il Milan ha dato una sforbiciata ulteriore al costo del personale, cosa che non può non esser gradita alla proprietà, impegnata nel suo piano di risanamento dei conti e allo smaltimento di quell’eredità cinese che incide ancora oggi sui bilanci in diverse voci.  

Il Chelsea ha aperto al prestito oneroso con diritto di riscatto per Timoué Bakayoko. Una formula gradita al Milan, ma i numeri – nella valutazione dei londinesi – non tornano. I blues hanno quantificato l’opzione d’acquisto a favore del Milan in 30 milioni. Una cifra folle, assolutamente fuori mercato e che esula anche dalle logiche di bilancio del club di Abramovich. Stando così le cose, al netto di situazioni clamorose in corso d’opera e qualora la trattativa si dovesse concretizzare, Bakayoko rischierebbe l’ennesimo anno in prestito senza la certezza di poter essere riscattato.

Infine, il Milan ha fatto una promessa ad Ante Rebic: continuerà ad essere un giocatore rossonero. Con l’Eintracht e Ramadani ci sono contatti costanti per caprie come eludere la clausola pro Fiorentina, che ha diritto al 50% sulla futura rivendita del croato da parte dei tedeschi. La soluzione potrebbe essere quella di portare a scadenza sia Rebic sia André Silva, che potrebbero poi accordarsi a 0 con le loro attuali squadre mentre ai viola – che tirano il prezzo su Milenkovic – non andrebbe nemmeno un euro di quanto previsto dal contratto.