Ibrahimovic all’esame derby, decisivo per il suo futuro e quello del Milan. Daniel Maldini già maturo per la prima squadra

04.02.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Ibrahimovic all’esame derby, decisivo per il suo futuro e quello del Milan. Daniel Maldini già maturo per la prima squadra

Prima di tutto, complimenti e auguri a Daniel Maldini, figlio e nipote d’arte, che a 18 anni ha fatto il suo esordio in serie A, con un identico 1-1 come nella prima volta di Paolo, il 20 gennaio 1985 a Udine. Nemmeno lui, come allora suo papà, è partito titolare e pazienza se è entrato in pieno recupero, toccando soltanto un pallone di testa. Quello che conta, pensando al suo futuro, è proprio la testa di Daniel, cresciuto in una bella famiglia, come era bella quella di papà Paolo, grazie all’esempio dei genitori Cesare e Marisa. Rileggere, per conferma, le prime parole di Daniel a fine partita: “E’ stato un sogno, mi sono emozionato, ma la prossima volta speriamo di vincere”. Eccola la frase che testimonia la mentalità e la maturità di un ragazzo che pensa al plurale, all’interesse della squadra, già da futuro capitano. Un terzo Maldini nella storia del Milan non è soltanto un sogno ma una realtà perché Daniel, che aveva debuttato in prima squadra con Giampaolo nella tournee americana dalla scorsa estate, ha già collezionato quest’anno 12 presenze nella “primavera” con 5 assist e 8 gol. Numeri da attaccante vero, se trequartista o seconda punta lo scopriremo presto perché se Esposito,che ha un anno meno di lui, gioca dall’inizio nell’Inter che punta allo scudetto, Maldini di cui tutti parlano benissimo potrebbe e dovrebbe avere piùspazio nell’ultima parte della stagione, al posto dell’evanescente Leao come seconda punta, o del discontinuo Calhanoglu come uomo, o se preferite ragazzo, di fantasia. Un esperimento in funzione della prossima stagione, in cui lui ci saràsicuramente mentre Ibrahimovic potrebbe già essere soltanto un ricordo. Già,perché non è affatto scontato che lo svedese si fermi anche per la prossima stagione, specialmente se il Milan nonraggiungerà un posto in Europa, o peggio se il suo fisico gli facesse capire che conviene ritirarsi prima dei 39 anni che compirà in ottobre. Guarda caso, infatti, dopo aver giocato una partita intera contro il Brescia e una fetta di partita quattro sere dopo contro il Torino in coppa Italia, Ibra si  è fermato, ufficialmente per la febbre, meno ufficialmente per un comprensibile dolorino muscolare, tipico dell’età. Lui, però, vuole esserci a tutti i costi nel derby, perché è la sua partita e potrebbe essere il suo ultimo derby. In ogni caso il derby sarà una grande occasione per l’ultimo salto di qualità di una squadra che rimane modesta a livello tecnico, ma nella mediocrità generale può ancora sperare di risalire qualche posizione in classifica.

Il derby come esame per il futuro di Ibrahimovic, quindi, e più in generale per il futuro del Milan, perché dopo lo 0-2 dell’andata, un’altra sconfitta ridimensionerebbe definitivamente la squadra rossonera, a maggior ragione nonostante l’arrivo di Ibrahimovic. Al contrario, un successo, e forse persino un pareggio, rappresenterebbe una svolta clamorosa per il campionato e anche per l’immediato futuro in coppa Italia, perché se il Milan riuscisse a battere l’Inter con la crescente autostima potrebbe poi sperare di eliminare la Juventus dalla coppa Italia, per poi sfidare magari proprio l’Inter in finale. Prima di volare conla fantasia, però, conviene pensare soltanto al derby. Con due certezze: il presente con i 38 anni di Ibrahimovic e il futuro con i 18 di Maldini.