Ibrahimovic può attendere. Pioli per adesso è più importante. Avanti con Rebic e rilancio di Paquetà

30.06.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Ibrahimovic può attendere. Pioli per adesso è più importante. Avanti con Rebic e rilancio di Paquetà

Avviso ai naviganti. Il futuro può attendere, perché adesso conta il presente e il presente sorride a questo nuovo Milan, che sembra rigenerato dalla sosta forzata. E’ vero che il Lecce era, e rimane, la squadra con la difesa peggiore del campionato, che incassa 2,28 gol a partita, battuta 4-1 dal Milan e poi 4-0, ma con un uomo in meno, dalla Juventus. Però quel poker calato in Salento con quattro marcatori nel tabellino (Castillejo, Bonaventura, Rebic e Leo) profumava già di Europa. Serviva la conferma e la conferma è arrivata con il 2-0 contro la Roma, prima vittoria stagionale contro una squadra che precede i rossoneri in classifica. Nessuno, nemmeno l’Atalanta che ha subito all’inizio la Lazio e poi ha rischiato a Udine, ha giocato due partite così convincenti come il Milan negli ultimi due turni e il fatto che Ibrahimovic non fosse nemmeno in panchina è un motivo di conforto in più, specialmente ricordando la sua ultima svogliata apparizione pre-Covid coincisa con la sconfitta casalinga contro il Genoa. Nessuno discute il valore e il carisma dello svedese, ma adesso sarebbe sbagliato affrettarne il recupero, perché lo sprint finale è ancora lungo e un po’ per l’età e molto per l’infortunio che ha subito consigliamo prudenza. Ibrahimovic non potrà giocare ogni tre giorni e quindi è meglio essere sicuri della sua completa guarigione centellinandone l’impiego. Avanti così, quindi, con gli stessi undici che hanno incominciato a Lecce e poi contro la Roma, puntando sul grande movimento di Rebic, sulla generosità anche se spesso confusa di Calhanoglu e sulla spinta di Hernandez sulla sinistra. Domani contro la Spal è vietato sbagliare, perché poi ci saranno gli scontri quasi proibitivi con la Lazio e la Juventus. E allora, pensando alle prossime sfide, saranno determinanti le scelte di Pioli che non va scoperto adesso, perché il tecnico rossonero è una realtà, colpevolmente sottovalutata da una proprietà digiuna di calcio. Soltanto la sua calma, infatti, ha tenuto unito il gruppo, isolandolo dalle tante, troppe, voci sul futuro suo e dei giocatori in partenza e in arrivo. Pioli in silenzio ha trovato la quadratura della squadra, ha motivato i giocatori, ha fatto i cambi giusti contro la Roma, rilanciando lo sconosciuto Saelemaekers, subito determinante nell’azione dell’1-0. Ma anche Leao, entrato con il sorriso contro la Roma, dopo essere entrato con il gol contro il Lecce, potrà essere un jolly importante. L’uomo più atteso, però, l’ultima scommessa da vincere, si chiama Paquetà. Ai margini con Gattuso, con Giampaolo e poi con Pioli, il brasiliano che ormai dovrebbe essersi ambientato completamente nel Milan e nel calcio italiano visto che è arrivato la stagione scorsa, scelto da Leonardo, non ha più alibi. Contro la Roma, finalmente, ha dimostrato qualche guizzo. Poco, ma meglio del niente offerto fin qui. E allora, conoscendo il grande lavoro di Pioli, aspettiamo il suo ultimo capolavoro, con il rilancio anche di Paquetà. Poi tornerà anche Ibrahimovic e l’Europa (League) non sarà più soltanto un sogno, ma una realtà. Anche se l’Europa vera per il Milan rimarrà sempre la Champions. Quella sì un sogno, chissà fino a quando.