Il 2018 diventerà l'anno del recupero crediti, il rischio maggiore ora è sbagliare a vendere

 di Franco Ordine  articolo letto 29150 volte
© foto di Stefano Porta/PhotoViews
Il 2018 diventerà l'anno del recupero crediti, il rischio maggiore ora è sbagliare a vendere

Prendiamo l’ultimo Milan targato Firenze. Basta scorrere le pagelle dei quotidiani, specializzati e non, per redigere una classifica sui migliori: Donnarumma, Suso e Montolivo. Bene. Tutti e tre appartengono al Milan del passato. Due di questi sono stati adottati dai cinesi mentre il terzo, Montolivo, l’ex capitano poi degradato dall’arrivo di Bonucci, su suggerimento –dicono fonti interne- dello staff tecnico venne messo da parte insieme con Abate, Zapata perché considerati tecnicamente non all’altezza dei nuovi traguardi scelti. La prova del campo ha invece dettato giudizi e considerazioni di tipo completamente opposto. Il primo a scoprirlo è stato Montella mentre Gattuso, libero da pre-giudizi, non ha avuto un solo dubbio per esempio nel preferire Montolivo a Biglia. Sempre il prato ha stabilito che la qualità del gruppo precedente, allestito in condizioni economiche diverse (mercato a saldo zero la disposizione dell’azionista passata all’ad Adriano Galliani), non era poi così deficitaria. A sorreggere la politica cosidetta di discontinuità, nei mesi estivi, contribuì anche l’orientamento del popolo milanista, convinto appunto che smantellando quella squadra e acquistandone una nuova di pacca, il Milan sarebbe risalito in classifica e avrebbe garantito loro mesi di grandi soddisfazione. Erano pronti già i caroselli in piazza. Non è andata così. D’altro canto, come suggerisce la stessa storia rossonera, chi sale La scala del tifo becero e incompetente rischia solo di rovinarsi la salute cadendo miseramente.

Tale lezione, immagino, sarà servita soprattutto a Massimiliano Mirabelli per stabilire la strategia del prossimo mercato che deve rispondere ad alcuni requisiti. Nessun acquisto di rilievo, qualche ritocco all’attuale rosa solo per liberarsi delle pedine mai utilizzate (Gustavo Gomez e Mauri tra i primi della lista, seguiti da Paletta eventualmente richiesto dal Sassuolo che deve sostituire Paolo Cannavaro) e via con il piano recupero crediti per il 2018 che dev’essere la stella polare dei prossimi mesi durante i quali sarà più importante, per il futuro del club, tagliare il traguardo rappresentato dall’esigenza di rinegoziare il debito oltre che rilanciare l’attuale classifica deprimente. È vero: il recupero di Conti è in cima ai propositi dei tecnici e dirigenti. In particolare servirebbe il ritorno a rendimento standard di Kalinic, Biglia, Calhanoglu e Musacchio. Perciò nelle settimane che verranno tornerà d’attualità, a mò di monito, un vecchio comandamento enunciato da Silvano Ramaccioni in epoca remota (a proposito della cessione di Davids alla Juve): “Si può sbagliare a comprare, non si deve sbagliare a vendere”.