Il 4-4-2 funziona e la squadra è tutta con Rino. Cutrone-Higuain, due tori che fanno paura. La sfiga di Caldara mitiga la felicità per il ritorno di Conti

29.10.2018 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
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Il 4-4-2 funziona e la squadra è tutta con Rino. Cutrone-Higuain, due tori che fanno paura. La sfiga di Caldara mitiga la felicità per il ritorno di Conti

Gattuso lo aveva detto in conferenza stampa che avrebbe voluto 23 cani rabbiosi e, contro la Sampdoria, la sua squadra ha avuto la bava alla bocca fino al triplice fischio di Maresca. Un segnale forte, fortissimo, quello che i giocatori hanno dato all’ambiente esterno, ovvero che tutti stanno con Rino. E anche lui è stato bravo e umile nel mettere da parte il 4-3-3 sul quale aveva lavorato fino al Betis per passare al tanto richiesto, dai noi esterni ai campi di Milanello, 4-4-2. Che ha dato le sue risposte. Le note liete sono molteplici e riguardano sia il compartimento squadra sia i singoli, così come però ci sono degli aspetti che, sicuramente, saranno da registrare come la fase di copertura di Suso e alcune uscite in pressione da rimodulare. Ma è giusto porre la lente d’ingrandimento su quello che è andato bene. In primis la coppia offensiva Cutrone-Higuain. I due si sono cercati, si sono alternati come prima e seconda punta e, soprattutto, hanno fatto quello che sanno fare per indole naturale: hanno fatto gol. Patrick si conferma una sentenza in area di rigore, in gol ancora una volta al primo tiro effettuato verso la porta. E poi ha regalato l’assist del 2-2 a Higuain, che ha freddato Audero rimettendo le cose a posto dopo che Saponara e Quagliarella avevano ribaltato la partita in favore del Doria.

La mentalità di cui hanno parlato tutti i giocatori e richiesta da Gattuso si è vista eccome. Si è vista nella voglia con cui hanno voluto pareggiare e poi vincere la gara, segno evidente che Rino si è fatto sentire eccome in spogliatoio dopo il Betis. La Samp poteva essere ed è stato un avversario molto duro, perché sa giocare a calcio e ha un’identità ben precisa tanto è vero che la presenza del trequartista tra le linee di centrocampo e difesa ha spesso intaccato il sistema operativo milanista. Ma quando l’antivirus Biglia si è attivato del tutto, ecco che anche il resto della fase di contenimento si è adattata al ritmo dell’argentino. Suso, finché ne ha avuto per fare la doppia fase, ha dimostrato spirito di sacrificio mentre sulla corsia opposta, il tandem Rodriguez- Laxalt ha funzionato bene e sarà curioso vedere come andrà quando Calhanoglu si rimetterà al 100% così come Bonaventura. Di certo, se Gattuso andrà avanti con questo sistema, aumenteranno le rotazioni sulle fasce.

Peccato per Mattia Caldara. Il suo calvario sembra non conoscere fine. Dopo aver smaltito il problema al pube, ecco che a tradirlo è il polpaccio. Sembrava esser arrivato il suo momento, invece ha dovuto rifare il check-in per l’infermeria. Oggi si sottoporrà agli esami strumentali, ma le parole di Gattuso di ieri fanno paura e le conferme arrivate in serata sfiorano il dramma: almeno due mesi di stop. Una tegola pesantissima per un ragazzo che non meritava tutta questa sfortuna. Chi è prossimo al ritorno è Andrea Conti. Venerdì sarà in campo con la Primavera e poi ricomincerà la sua scalata alla maglia da titolare. Bentornato Andrea, ma Mattia non deve mollare.