Il circolo vizioso tra mercato, ricavi e Champions: com’è difficile fare il dirigente al Milan

Direttore di MilanNews.it, collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha lavorato in passato con RMC Sport, Sportitalia e INFRONT.
12.02.2020 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Il circolo vizioso tra mercato, ricavi e Champions: com’è difficile fare il dirigente al Milan

Svolgere il compito di dirigente al Milan è diventato complicatissimo negli ultimi anni. Soggetti a critiche e pressioni per rimettere in piedi una situazione disastrosa dal punto di vista tecnico e finanziario dopo le ultime gestioni infelici. Il Milan si trova senza Champions da sei anni, con un monte ingaggi altissimo, e una rosa che continua a rimanere lontanissima dal podio. Praticamente il peggio di ciò che si potrebbe fare con un club di calcio: spendere tanto, guadagnare poco e vincere pochissimo.  

Come si fa ad invertire questo circolo vizioso? Nessuno fin qui ci è riuscito. Gli ultimi 5 anni berlusconiani hanno avviato questo lento processo di declino del club (quando il patron ha deciso di interrompere gli investimenti), peggiorato dalla gestione cinese, e raccolto dalla proprietà americana senza però avere effetti fin qui. Ogni anno cambiano giocatori, allenatori e soprattutto dirigenti, le stagioni passano ma il Milan non migliora.

Sembra di vivere un loop temporale, un “vicious circle” che coinvolge la parte sportiva e quella finanziaria, perchè alla fine è tutto concatenato. Il Milan non va in Champions da anni, quindi gli sponsor si allontanano e i ricavi restano fermi (o addirittura calano), di conseguenza il Milan non può investire per non peggiorare il rosso in bilancio, ma senza investimenti la squadra si indebolisce o non riesce a colmare il gap con le altre formazioni di serie A.

Non si possono fare nemmeno spese folli, come nella gestione dei cinesi, altrimenti si sforano i parametri del Fair Play Finanziario e si rischia la squalifica dall’Europa, ma se non si spende i dirigenti che devono allestire la rosa hanno risorse limitate e devono centellinare ogni movimento sul mercato, a differenza di squadra come la Juve o l’Inter che possono permettersi giocatori di altro spessore, incrementando il divario tecnico e d’esperienza.

E’ uno schema che si ripete ogni anno, da almeno sette anni, e pare che non vi sia via d’uscita. Quantomeno nell’immediato, perché la soluzione sarebbe attendere altri mesi per risanare prima tutto il bilancio e poi riprendere a spendere con moderazione, ma nel frattempo il gap con le altre big sarà aumentato. L’attuale proprietà, al timone solamente da un anno e mezzo e quindi solo parzialmente responsabile, chiede tempo e pazienza ai tifosi, ma la piazza rossonera è disposta ancora ad attendere? Senza un cambio di passo deciso, anche l’anno prossimo si dovranno affrontare le stesse difficoltà delle ultime stagioni.