Il derby della verità per Calhanoglu e Leao, ma anche per Diaz e Tonali. Una sconfitta sarebbe più grave di un anno fa

13.10.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Il derby della verità per Calhanoglu e Leao, ma anche per Diaz e Tonali. Una sconfitta sarebbe più grave di un anno fa

La prima speranza è che si giochi. La seconda è che sia l’unico derby nella storia senza pubblico. La terza è che sia una bella partita, senza errori arbitrali e relative polemiche. Con la certezza che comunque vada non si deciderà nulla, perché siamo soltanto all’inizio e sicuramente per la classifica finale sarà più importante la sfida di ritorno. Fatte queste premesse, a prescindere dallo spiacevole conteggio dei casi di positività da una parte e dall’altra e sorvolando sui pronostici mai così rischiosi come in questo periodo, il Milan sicuramente ha meno da perdere rispetto all’Inter e già questo è un vantaggio: prima di tutto perché è già davanti all’Inter e poi perché nessuno, ma proprio nessuno, pensa che la squadra di Pioli sia tecnicamente superiore a quella di Conte. Ecco perché un successo dei rossoneri, o anche un pareggio, dovrebbero essere considerati risultati positivi per il Milan, a prescindere dagli sviluppi della partita. Il problema, al contrario, sarebbe un’eventuale sconfitta, che si aggiungerebbe alle ultime due e in particolare all’ultimissima con quel 2-0 poi rovesciato in 2-4. Non bisogna negare, infatti, che dopo tanto ottimismo tra la fine dell’ultima stagione e l’inizio di questa, confortato dal primo posto a punteggio pieno e senza nemmeno un gol subìto, una sconfitta aprirebbe nuovi dubbi sulle reali potenzialità del Milan, che tutti o quasi considerano come minimo da quarto posto. Malgrado i salti mortali dialettici della proprietà, filtrati attraverso il mite Gazidis, mancare per il terzo anno consecutivo l’ingresso in Champions sarebbe un fallimento ancora più grave dei precedenti due, quando il Milan di Gattuso arrivò quinto e quello della staffetta Giampaolo-Pioli sesto. Perdere il derby sarebbe quindi un campanello d’allarme pericoloso in prospettiva, perché non si può sperare di arrivare fino a gennaio per prendere il difensore che aveva fortemente richiesto Pioli e un attaccante di scorta, se non vogliamo chiamarlo vice-Ibra. Per tutti questi motivi, il derby darà indicazioni importanti soprattutto sui singoli. E siccome Ibra non è in discussione, perché è riuscito a dar torto anche a chi scrive e non era così convinto delle sue potenzialità un anno fa, i fari saranno puntati sui suoi compagni, a cominciare da Calhanoglu. Salito improvvisamente alla ribalta dopo essere stato discusso a lungo, il turco deve dimostrare di non essere soltanto un buon giocatore ma molto di più, se vuole ambire al rinnovo del contratto. Un conto, infatti, è segnare e vincere nei preliminari di Europa League e contro le neopromosse in serie A, un altro essere determinante contro squadre come l’Inter che puntano allo scudetto. Oltre a Calhanoglu un altro che deve uscire definitivamente dall’ombra togliendosi l’etichetta di giocatore discontinuo è Leao, che ormai non ha più alibi. Se davvero è un talento, lo deve dimostrare nelle partite più importanti e il derby in questo senso, e in questo momento, è il test migliore per lui. Diverso è il caso dei nuovi Tonali e Diaz che sicuramente avranno spazio dall’inizio o nel corso della gara. Il tempo ma anche le qualità sono dalla loro parte. E allora quale migliore occasione per diventare subito protagonisti nel primo derby?