Il doppio miracolo di Natale, la resurrezione del bomber e la quiete ritrovata. Ora attenti al Milan

30.12.2018 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Il doppio miracolo di Natale, la resurrezione del bomber e la quiete ritrovata. Ora attenti al Milan

La scorsa settimana tutti con i fucili erano puntanti contro Gennaro Gattuso. Stavolta, il principale destinatario delle critiche rossonere sembrava dover essere il direttore dell’area tecnica del Milan, Leonardo. Colpevole, a detta della gran parte del popolo milanista, di aver dato supporto, appoggio e sostegno al tecnico calabrese, autentica pietra dello scandalo per i tifosi sempre più inviperiti. Inutile ormai parlare dei punti conquistati da Gattuso nell’anno in corso, inutile ricordare gli infortuni che hanno scombussolato i piani dell’allenatore costringendolo a rivoluzioni tecnico-tattiche non volute ed evidentemente perniciose, inutile fare presente che non esistono su piazza allenatori in grado di cambiare il destino di questa squadra (Conte si sa che prima di giugno non è raggiungibile), inutile provare a ricordare che fin quando Rino ha avuto una rosa accettabile a disposizione ha perfino fatto giocare bene la squadra. Inutile tutto. Troppo dure le scoppole incassate nelle ultime settimane: la cacciata dall'Europa, a mio modesto avviso la causa scatenante del dicembre nero del Milan, i pareggi senza gioco contro Bologna e Frosinone, la sconfitta interna contro la Fiorentina, per indulgere in eccessiva benevolenza nei confronti del mister.

Eppure, proprio alla luce di quanto accaduto contro la Spal, forse sarebbe il caso di avere un pizzico di fiducia in più. Guardate ad esempio il cammino della Roma: dopo il pareggio di Cagliari al 95’ in doppia superiorità numerica, sembrava che il destino dei giallorossi fosse segnato, così come quello del vituperato Di Francesco. Poi è arrivata una vittoria, un’altra ancora, quindi quella di oggi sul campo del Parma (inframezzate dalla sconfitta di misura sul campo dell’invincibile Juventus) e la Roma è tornata a far sentire il fiato sul collo a Lazio e Milan. Oggi l’umore è tornato sereno a Trigoria e la lotta per un posto Champions si è arricchita di una contendente pericolosa in più.

Ecco perchè non dovremmo perdere di vista un concetto basilare: al di là del mese horribilis vissuto dal Milan, la squadra rossonera ha tutte le carte in regola per conquistare il traguardo tanto ambito. E le ragioni sono diverse.
A cominciare dalla difesa dove Gigio Donnarumma sembra essere tornato il fenomeno che aveva sbalordito tutti nei suoi primi due anni da titolare del Milan. L’autentico miracolo confezionato al 92’ su Fares fa il paio con quello che ha stoppato Iago Falque qualche settimana fa. Un prodigio da autentico fuoriclasse che arriva subito dopo l’altro miracolo di giornata, quello impacchettato da Romagnoli. Il capitano del Milan, sfortunato protagonista in negativo nell’avvio del match per colpa di una nefasta deviazione su un tiro senza pretese di Petagna che si infila alle spalle del 99, si rifa con gli interessi nella ripresa quando tocca appena un pallone infingardo ancora di Petagna - che neppure Gigio avrebbe forse potuto disinnescare - mandandolo a morire ad appena 5 cm dal palo e salvando il vantaggio rossonero.

Poi ci sarebbe da aprire un capitolo su Gonzalo Higuain. La velocità con cui controlla un ottimo pallone in mezzo all’area in avvio di gara con la Spal è tipica del bradipo il letargo. L’elevazione con cui va allo stacco poco dopo è pari a quello di un tricheco spiaggiato. Il Pipita del primo tempo sembra il fratello confuso e infelice del grande bomber ammirato negli ultimi anni: imbambolato, poco partecipe, non fa un solo movimento giusto, non azzecca un passaggio, non stoppa un pallone a dovere. Poi, finalmente, la metamorfosi tanto attesa: minuto 62, bella azione corale del Milan, palla in mezzo a Higuain che supera un avversario e da pochi metri scaraventa il pallone in fondo al sacco. Un gol che ha il potere di far esplodere San Siro e - si spera -  restituire a Gattuso il centravanti che tutti aspettiamo con ansia.

E per finire, concediamoci pure uno slancio di spavalderia: con un pizzico di fiducia riacquistata, una difesa finalmente affidabile, una solidissima diga nera in mezzo al campo, un bomber ritrovato e un mercato che garantirà al tecnico rossonero gli innesti richiesti, tornare a guardare al futuro con ottimismo per i tifosi rossoneri non è peccato. Attenti al Milan!