Il Gigante, il Totem, il Baobab, il Redivivo e l’Illegale: è delirio Milan

17.02.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Il Gigante, il Totem, il Baobab, il Redivivo e l’Illegale: è delirio Milan

Difficile tenere a freno l’adrenalina e riuscire a scrivere un editoriale equilibrato al termine di una partita esaltante come quella giocata e stravinta dai rossoneri a Bergamo. Sarebbe decisamente più appagante ubriacarsi riguardando all’infinito le prodezze dei ragazzi, messi in campo in maniera sapiente da mister Gattuso. Ma è uno sporco lavoro e qualcuno dovrà pur farlo, quindi ci provo tirando fuori alcune delle conclusioni nate spontaneamente al termine dell’apoteosi milanista all’Atleti Azzurri d’Italia.

Parto da Donnarumma, visto che dopo la rete del vantaggio atalantino qualcuno già ha provato a tirarlo giù dall’altare sul quale era stato issato unanimemente grazie ai prodigi delle ultime settimane. Io personalmente lo assolvo e provo a spiegare le mie ragioni: se quello dell’atalantino fosse stato un calcio di rigore (la distanza era quella), avremmo comunque applaudito Gigio parlando del suo intervento come una sorta di miracolo sfiorato. Purtroppo stavolta la manona del portiere rossonero non è riuscita ad imprimere a quel tiro velenoso la necessaria deviazione, quindi palo interno e rete. Donnarumma però non si è perso d’animo e nella ripresa ha governato la sua area di rigore con autorevolezza e personalità. Un gigante comunque. 

Una parolina importante anche per Calabria. Se Davide dovesse continuare a giocare con questo rendimento, questa qualità, questa cattiveria e questa applicazione, probabilmente nessuno più insisterà con le domande sul perchè Conti continui a restare in panchina. 

Altra menzione per Musacchio e Rodriguez: il primo continua la crescita imperiosa accanto a Romagnoli ed è ormai tornato ai livelli eccellenti raggiunti prima dell’infortunio di fine 2018; il secondo è stato chiamato all’impegno più gravoso di giornata, mettere il freno all’ispiratissimo Ilicic, oltre ad aver scodellato il sinistro morbido che Piatek ha trasformato nel gol del pareggio rossonero allo scadere.

La palma d’oro della difesa va però naturalmente a Romagnoli. Forza fisica, intelligenza nell’anticipo e classe indiscutibile, sono diventati i tratti distintivi del capitano del Milan. Ha cancellato letteralmente dal campo uno come Zapata che nelle ultime settimane aveva segnato gol in quantità industriale. Altro che storie, oggi Alessio è uno dei difensori più forti al mondo. Il totem rossonero.

Anche a Bergamo Kessiè ha giocato una partita tutta sostanza, ma sul suo personalissimo tabellino risaltano le due occasioni sciupate nel primo tempo che avrebbero potuto dare un senso ben diverso alla partita da subito.

Chi invece continua a stupire è Bakayoko. Il giorno che riuscirà a dosare meglio intraprendenza e rischio inutile diventerà uno dei più forti centrocampisti al mondo. Pressing ossessivo su tutto e tutti, ha concesso qualcosa in fase di impostazione ma anche stasera Gattuso potrà essere contento del lavoro del francese. Il nuovo Baobab rossonero.

Qualità abbinata a quantità, e tutto in proporzioni esagerate, per Lucas Paquetà. Forse a volte troppo lezioso, ma il Milan ha trovato un grandissimo calciatore, non paragonabile però - almeno al momento e soprattutto per differenza di caratteristiche tecnico-tattiche - all’illustre predecessore che giocava con il 22.

Menzione anche per Suso, nel giorno in cui ha giocato una delle sue partite meno brillanti. Ma come gli capita sempre anche nelle serate storte, è comunque riuscito a confezionare un assist prezioso per Kessiè al 12’, un cioccolatino che avrebbe meritato solo di essere spinto in porta. 

Difficile aggiungere qualcosa a quanto già è stato detto e scritto di Kris Piatek. Per quanto mi riguarda è un calciatore assolutamente ILLEGALE. Novello Re Mida, trasforma in oro tutto quello che tocca. E ora ha dimostrato a chi ne dubitava anche di essere un eccellente colpitore di testa. 

Chiusura d’obbligo dedicata all’amico ritrovato, il Redivivo. Il salvataggio fenomenale su Hateboer lanciato a rete dopo appena pochi secondi di gioco, ha ricordato a tutti perchè Gattuso continui a puntare su di lui. Stavolta però, oltre al grande lavoro accumulato in fase difensiva, ha ritrovato anche il destro al fulmicotone che aveva fatto innamorare gli scout di tutta Europa quando giocava al Leverkusen. Quella sassata che ha inchiodato il pallone in fondo al sacco alla sinistra di Berisha è da ammirare a bocca aperta. Da qui in avanti un problema in più per gli avversari.

Mi concedo una piccola parentesi dedicata a Cutrone: quando Piatek ha segnato il suo secondo gol di giornata il mio primo pensiero è andato a Patrick e al suo stato d'animo in questo momento, nell'assistere dalla panchina ai capolavori del pariruolo polacco. L’invito al 63 è di non mollare mai, lui è un patrimonio del Milan e arriverà il suo momento, con o senza Piatek.

Su Gattuso non ho voglia di spendere troppe parole. L’ho fatto quando le cose non andavano bene per il Milan, quando malgrado alcuni risultati negativi ero convinto che l’allenatore rossonero stesse costruendo qualcosa di importante. Oggi che finalmente si vedono i risultati non è più necessario dilungarmi con lodi sperticate. So perfettamente che non avverrà mai, ma sarei felice se tutti quelli che negli ultimi mesi hanno omaggiato il mister con epiteti disgustosi facessero marcia indietro e ammettessero i loro errori di valutazione. Il vecchio Saggio Gattuso lo meriterebbe.