Il mercato del Milan: scelte e opportunità. Maldini: lo stato dell'arte dopo Leonardo e Boban.

19.09.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Il mercato del Milan: scelte e opportunità. Maldini: lo stato dell'arte dopo Leonardo e Boban.

Se ne sentono e se ne leggono tante. Tutte possibili e tutte legittime, ma fra le tante ci sta anche non navigare nel mare magno ma darci anche alcuni punti fermi. Non penso che possa mai iniziare una vera trattativa per Chiesa e non penso che tra la Milano rossonera e Firenze accada qualcosa di sensibile in questa sessione di mercato. Il primo motivo è semplice: il Milan è fuori dal mercato dell'esterno offensivo di destra. Perchè dietro a Ibra ci sono già Rebic che è molto offensivo e Calhanoglu che svaria in tutte le zone del campo. E quindi a destra deve esserci un giocatore funzionale, un giocatore che lavori sulle due fasi, un punto di riferimento, di raccordo. E questi giocatori il Milan li ha già. Il Milan non è nemmeno sul mercato del vice-Ibra, perchè uno straordinario vice-Ibra il Milan già ce l'ha in rosa: si chiama Ante Rebic. Riguardarsi Lecce-Milan e Milan-Roma con Rebic prima punta può essere utile al riguardo. E se Rebic gioca in mezzo, chi sta a sinistra al suo posto? I giocatori li abbiamo e ci aggiustiamo. il tema del vice-Ibra potrebbe proporsi in extremis, solo se si allungassero sensibilmente i tempi di recupero di Leao e solo se ci fosse una vantaggiosa opportunità di mercato oggi non preventivabile, ma al momento non siamo dentro queste prospettive. A centrocampo: nel modulo del 4-2-3-1, come quello che fa il Milan i "2" di centrocampo faticano, pedalano, corrono sbuffano, sono in mezzo al traffico in tutte e due le fasi, sia quella difensiva che quella offensiva. Per questo servirebbe un altro ricambio, un'altra aggiunta importante, tema su cui l'area tecnica è molto vigile e già avanti col lavoro: ma solo se si aggiungono all'agenda stagionale gli impegni del girone di Europa League, altrimenti il Milan può affrontare la stagione così com'è. Discorso ben diverso per quanto riguarda il difensore centrale: al netto di tutte le situazioni aperte ad oggi nella rosa del Milan, servirebbe. Servirebbe comunque, con o senza Europa League. Difficile che, per legarsi al discorso fatto all'inizio sulla Milano rossonera e Firenze, che il prescelto possa essere un difensore come Milenkovic o in generale un giocatore per il quale il club di appartenenza stabilisce una quotazione di mercato pre-Covid. Gli scenari post-Covid in questo momento non sono pronosticabili e tutto il mondo del calcio, tutto, Milan compreso ma non solo il Milan, è molto preoccupato. In tempi del genere, fondamentale darsi delle priorità. E a mio modestissimo giudizio, la priorità 1 potrebbe, dovrebbe, proprio essere quella del difensore centrale.

Paolo Maldini ha fatto di recente, nella stessa intervista, un accenno importante alla proprietà e uno a Zvonimir Boban. In cuor suo, aspetto inconfessato ma probabilmente presente, non ama che si parli troppo di Milan di Maldini, ma solo ed esclusivamente di Milan, per cui ha voluto tendere la mano sia al Milan di oggi che a quello del recentissimo passato. Per quanto riguarda la proprietà, il clima in questo momento è sereno, ideale, compatto tra board e area sportiva e viceversa. E dal momento che si tratta di una atmosfera trovata sul campo, l'augurio è che il campo ei  risultati rinsaldino sempre più questo clima, che per il Milan è non fondamentale ma molto di più dopo tanti anni. Per quanto riguarda Boban, è stupido pretendere di sostituirsi al giudizio di Paolo, perchè del proprio pensiero è padrone solo chi lo emette e lo sostiene. Ma in questi mesi in cui è stato "solo", Paolo Maldini è cresciuto molto sul piano operativo e professionale, e si è rasserenato molto a livello di spirito e di umore. Il primo aspetto è migliorato senza Leonardo, il secondo senza Boban che è molto intenso per indole, temperamento e carattere e a volte tende, per passione, ad essere più critico e severo sulle cose di quanto non si debba necessariamente essere. Penso che la coppia di lavoro Maldini-Massara rappresenti in questo momento la chimica giusta, la zona di comfort ideale per entrambi e quindi a cascata per il Milan e per tutti i settori del club in collegamento con l'area tecnica. Un clima che non è solo qualcosa di astratto, ma che poi in campo "arriva". Solo grazie ad un clima serio e chiaro come quello che sto descrivendo, la squadra poteva andare in campo a Dublino per giocare una partita seria senza snobbare l'avversario e senza essere superficiale. Avanti così.