Il Milan ha una nuova P2 Piatek-Paquetà per difendere il quarto posto ma senza rinunciare a Cutrone

22.01.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Il Milan ha una nuova P2 Piatek-Paquetà per difendere il quarto posto ma senza rinunciare a Cutrone

Meno male che Gattuso aveva lanciato l’allarme dopo l’ultimo deludente allenamento prima della partita di Genova. Chissà che cosa avrebbe fatto il Milan se si fosse allenato meglio. Battute a parte, alzi la mano chi immaginava che i rossoneri avrebbero vinto 2-0 contro il Genoa, che con Prandelli non aveva mai perso in casa, senza gli squalificati Calabria, Romagnoli, Kessie, gli infortunati Bonaventura e Biglia, il fuggiasco Higuain e già che ci siamo senza Gattuso punito dopo le proteste di Gedda e Zapata kappaò dopo 13’. Nel calcio, per fortuna, mai dire mai e dopo aver visto il Milan giocare alla pari contro la Juventus a Gedda, arbitro Banti a parte, non bisogna stupirsi se nella ripresa, nel giro di pochi minuti, i rossoneri hanno piazzato l’uno-due vincente. Per un Higuain scappato in Inghilterra, ecco i colpi del kappaò inferti da Borini e Suso, che guarda caso erano arrivati dall’Inghilterra con le precedenti gestioni. Nel tabellino della partita rimangono i loro nomi, ma come spesso accade i protagonisti del successo sono anche altri. Donnarumma in primo luogo, perché ancora una volta ha salvato lo 0-0 iniziale, ma anche Abate costretto di nuovo ad adattarsi al ruolo di centrale dopo l’infortunio di Zapata, Conti entrato al posto del capitano di scorta che ha messo il piede nel cross del primo gol. E poi, naturalmente, l’ultimo arrivato Paquetà che fa rima con qualità. Suo è stato il palo nel primo tempo, la scossa che ha svegliato il Milan e ha spaventato il Genoa. Numeri da limitare a parte, Paquetà ha confermato di avere la classe di cui si parla da tempo, ma anche il temperamento che gli ha fatto prendere un’ammonizione per un fallo da difensore. Giocare tre partite in pochi giorni, tra coppa Italia, Supercoppa e campionato, sempre in trasferta tra l’altro, non era facile per chi era all’esordio con il Milan e un nuovo calcio, ma il ragazzo ha dimostrato di avere anche personalità e buona  tenuta atletica. Adesso il grande pubblico di San Siro potrà ammirarlo da vicino e sicuramente non sarà deluso. L’unico rischio, in prospettiva, riguarda la sua posizione in campo, perché per quello che ha fatto vedere fin qui dovrebbe giocare più vicino alla porta, senza sacrificarsi come mediano esterno, a destra o a sinistra di Bakayoko. E questo discorso coinvolge tutto l’assetto del Milan che ripartirà con un nuovo centravanti, il polacco Piatek. Lui che conosce già il calcio italiano non dovrebbe avere problemi di ambientamento, ma per evitare di lasciarlo troppo isolato, come è successo a Higuain, sarebbe meglio avanzare Paquetà senza però rinunciare a Cutrone, che non merita di essere retrocesso nel ruolo di jolly d’emergenza. Perché Cutrone serve anche quando non segna, come si è visto a Genova, dove ha smarcato Suso nell’azione del 2-0 con un lancio da centrocampista a dimostrazione della sua crescita anche tattica. E allora, dopo aver ritrovato il quarto posto, Gattuso deve difenderlo con la nuova P2 Piatek-Paquetà, grazie alla quale l’obiettivo potrebbe essere meno difficile di prima.