Il mistero Halilovic, la vecchia nemica di Gattuso e quell’interrogativo di mercato rimasto senza risposta

25.11.2018 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:   articolo letto 61658 volte
© foto di Stefano Montesi
Il mistero Halilovic, la vecchia nemica di Gattuso e quell’interrogativo di mercato rimasto senza risposta

Rieccola lì. Losca, criptica, infingarda, pronta ad aspettarlo al varco per la terza volta in stagione con il suo carico di imprevedibilità, con i suoi enigmi, con le sue incalcolabili previsioni. E naturalmente con i fastidiosi acciacchi che porta con sè, come un oscuro e ineluttabile corollario. Oltre all'epidemia di infortuni che sta letteralmente falcidiando la rosa rossonera, la sosta per le nazionali sembra diventata una nuova e ingombrante nemica per Gennaro Gattuso. Un incubo che si è materializzato fin dalla prima interruzione del campionato, arrivata dopo la vittoria esaltante dei rossoneri all’ultimo secondo contro la Roma. Al ritorno in campo, dopo due settimane, due pareggi tutt’altro che esaltanti contro Cagliari ed Empoli, fino allo switch di Sassuolo: un successo confortante, ribadito dalla rimonta in Europa League contro l’Olympiakos e dalla replica prepotente contro il malcapitato Chievo. E ancora la sosta, anche stavolta nefasta per il Milan. Proficua invece per l’Inter, capace di approfittare dell’attacco di narcolessia collettiva della difesa rossonera per vincere il derby al 92’.

Oggi il Milan è atteso dal confronto diretto con la Lazio e la preoccupazione maggiore di mister Gattuso è quella di trovare almeno undici giocatori sani da opporre a Milinkovic-Savic e compagni. Al di là dell’emergenza in difesa, che costringerà il tecnico calabrese a sperimentare una difesa a 3 con almeno 2 calciatori fuori ruolo (Abate/Calabria e Rodriguez, ai lati di Zapata, unico centrale di ruolo), inquieta la moria di centrocampisti “affidabili” da utilizzare. Preso atto della stagione finita per Bonaventura e dello stop di almeno 4 mesi per Biglia, ci si interroga però su una questione: perchè non è stato messo in preventivo di portare a Milanello un alter ego del regista argentino? Domanda che assume ancora maggiore rilevanza considerando l'ostracismo di Gattuso nei confronti di Montolivo, emerso fin dal tour estivo negli Stati Uniti quando l'ex capitano rimaneva a lavorare da solo nel centro sportivo di Carnago mentre i suoi compagni volavano oltre oceano.
Domenica, tra l’altro, la Lazio schiererà quasi sicuramente Milan Badelj, centrocampista centrale che la scorsa estate, libero a parametro zero, aspettava solo un cenno per correre a Milano. Un matrimonio che sembrava già scritto, costruito nel tempo dopo un lungo corteggiamento. Invece nulla, la chiamata da via Aldo Rossi non è mai arrivata e l’ex viola, sedotto e abbandonato, alla fine ha accettato le lusinghe di Lotito. Così domenica Inzaghi potrà fare a meno del titolare Lleiva con discreta serenità, mentre Gattuso sarà costretto ancora a lungo a studi di altissima ingegneria tattica per disegnare una squadra che possa fare a meno di un calciatore con determinate caratteristiche tecniche (la soluzione con Kessiè e Bakayoko centrali irrobustisce la linea mediana ma impoverisce innegabilmente la qualità del gioco). Misteri del mercato, ai quali ci auguriamo qualcuno possa prima o poi risponderci.

Intanto i tifosi del Milan invece sembrano concentrati su un’altra questione. Che fine ha fatto Halilovic? Perchè Gattuso non punta su Halilovic? Come mai Halilovic non gioca? Fateci vedere Halilovic. In un momento tanto delicato della stagione rossonera il popolo rossonero invoca il croato, nemmeno si trattasse di Leo Messi. Era già capitato nella conferenza stampa pre-Juventus diffusa in diretta sui canali social del club. Alla vigilia del match contro la Lazio il bis: tante richieste dei fans del diavolo per l’ex Amburgo.
Il punto è che Halilovic è un ragazzino (ormai nemmeno tanto -ino visto che ha già compiuto 22 anni) capace di far vedere grandi colpi soprattutto ai tempi in cui giocava nella cantera del Barcellona. Stiamo parlando della stagione 2014-15, ormai una vita fa. Da quel momento una stagione in chiaroscuro allo Sportin Gijon, una mezza annata tutta in scuro all’Amburgo, quindi un anno e mezzo insipido al Las Palmas prima del ritorno in Germania, e da lì al Milan praticamente gratis. È vero che fin da bambino Halilovic aveva dato la sensazione di poter diventare un piccolo fenomeno, e l’esordio nel 2013 nella nazionale maggiore croata a 17 anni di età è lì a testimoniarlo, ma le conferme non sono mai arrivate. E infatti da allora qualche altra sporadica apparizione con la maglia a quadri biancorossa, poi solo Under 21. 
Sembra evidente che Gattuso, l’unico in grado di valutarne l’efficacia visto che lo allena tutti i santi giorni, non lo consideri ancora pronto. È legittimo per i tifosi concedersi il lusso di aver fiducia in lui (con la speranza che possa esplodere magari come è accaduto a Suso, anche lui arrivato senza tanti clamori e per pochi spicci), ma lasciamo lavorare in pace lo staff tecnico. L'allenatore non è un autolesionista, quando e se arriverà il momento di Halilovic, Rino sarà il primo ad accorgersene.