Il nuovo Maldini è un trionfo del dna rossonero. Gabbia la materia prima scoperta da Giampaolo

25.07.2019 11:36 di Franco Ordine   Vedi letture
Il nuovo Maldini è un trionfo del dna rossonero. Gabbia la materia prima scoperta da Giampaolo

È bene non assegnare alla prima uscita ufficiale del Milan negli Usa (contro ilBayern) il significato tecnico e calcistico che di solito viene attribuito alle sfide di questo periodo estivo. Due sono i motivi: 1) i tedeschi sono al terzo test e quindi molto più avanti nella condizione poiché hanno iniziato in anticipo il ritiro; 2) le tante assenze eccellenti in campo milanista. Eppure emergonoun paio di motivi che non possono restare dietro le quinte e che meritano qualche approfondimento. Il primo è rappresentato dal debutto ufficiale di Daniel Maldini, figlio di Paolo, nipote di Cesare che riannoda in qualche modo la storia del Milan degli ultimi 60-70 anni. Il ragazzo, come riconoscono i tecnici che lo hanno visto crescere, è dotato e può arrivare lontano a patto che non gli pesi sulla schiena il cognome famoso oltre che le aspettative di critici e tifosi. Secondo un piano già ben definito, Daniel dovrebbe andare a giocare lontano dai riflettori di San Siro per realizzare l’apprendistato necessario prima di decifrare il suo futuro. A dire il vero questo debutto è in particolare il trionfo del dna della famiglia Maldini, nata con la vocazione per lo sport. E per chi ha avuto la ventura di assistere al debutto di papà Paolo il 20 gennaio del 1985, a 17 anni, in quel di Udine, una fredda domenica, questo evento non può che provocare una emozione particolare.

A seguire con attenzione le parole di Marco Giampaolo c’è stato un altro ragazzo che ha raccolto qualche giudizio positivo e si tratta di Matteo Gabbia, classe 1999, 19 anni, lombardo di Busto Arsizio, esponente del famoso settore giovanile rossonero che dopo una preziosa generazione (da Donnarumma a Cutrone) è rimasto coinvolto –nella gestione cinese- in un malinconico rallentamento. Gabbia è nato centrocampista centrale ma Giampaolo ha preso a utilizzarlo da difensore centrale iniziando così quell’opera di modifica dei ruoli che dovrà svolgere anche con Chalanoglu, Suso qualora non venisse venduto e via di questo passo. Le prime impressioni sono quelle che valgono e la frase di Giampaolo è il miglior attestato per questo giovanotto che ha attraversato tutte le nazionali giovanili prima di arrivare in prima squadra com’è capitato negli Usa. Ha detto il tecnico abruzzese: “Sono convinto che possa uscire da lui qualcosa di buono”. Significa tanto un attestato del genere. E cioè che Gabbia ha le qualità per emergere, che si può lavorare per farlo migliorare e che ha motivazioni per reggere la concorrenza a livello professionistico.

La vicenda Andrè Silva è la conferma plastica che il mercato del Milan sarà molto lungo e complicato. E che non si possono escludere colpi di scena come quello avvenuto con il portoghese sul conto del quale sono state fatte uscire voci riferite a un non perfetto funzionamento di un tendine, quello rotuleo come se si possa nascondere nei mesi passati un guaio del genere. A ben vedere persino gli eccellenti rapporti tra Mendes, che non è certo l’ultimo arrivato, e il Monaco sono garanzia di trattative filate lisce. Sarà bene che Boban, Maldini e Massara si preparino a teatrini di questo genere.