Il presidente del Lille fa il professore e dimentica che Elliott gli ha procurato la bellezza di 35 milioni per Leao. Attento Milan ai rischi di uno scambio con l’Inter

16.01.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Il presidente del Lille fa il professore e dimentica che Elliott gli ha procurato la bellezza di 35 milioni per Leao. Attento Milan ai rischi di uno scambio con l’Inter

Due argomenti da approfondire. Il primo: Gerard Lopez. Chi era costui? si chiederanno in molti. È il presidente del Lille che ha rilasciato nei giorni scorsi, una lunga intervista al Financial Times per far sapere che “il fondo Elliott è entrato nel Milan per rivenderlo a terzo attore”, sai che novità, mentre “nel Lille resterà a lungo perché ci guadagna”. Dalle nostre parti non ho letto nessuno che si sia occupato di queste frasi e che abbia fatto una riflessione semplice. Il presidente Lopez ha valorizzato il risultato finanziario ottenuto e cioè “un guadagno di 200 milioni di plus valenze ottenuto negli ultimi due anni”. Se la memoria non mi trae in inganno, l’estate scorsa, il vituperato Milan ha concluso un acquisto –guarda caso- proprio con il Lille, valutando il giovanissimo portoghese Leao la bellezza di 35 milioni di euro. In quella circostanza, lo stesso Lopez ha dichiarato ai giornali: “L’offerta del Milan è difficile da rifiutare per il giocatore, il suo entourage e il club”. E te credo!!!!!!! È stata una benedizione per il Lille la valutazione accettata anche dall’azionista del club rossonero che, indirettamente, ha fatto un favore al finanziatore del Lille che è poi sempre Elliott. Già perché, sempre che la memoria non m’inganni, il fondo americano non è presente nell’azionariato del club francese ma ha prestato la bellezza di 140 milioni al proprietario, cifra da ripagare entro il 2021. La morale è una sola: non faccia il fenomeno monsieur Lopez perché, come dicono dalle nostre parti, “ccà nisciuno è fess’”.

Secondo argomento: mercato. Il Milan sta vivendo giorni di decisiva importanza per il suo futuro e per i risultati del girone di ritorno. Dipenderà molto dalle operazioni di calcio-mercato. Fin qui il colpo Ibrahimovic, criticato da alcuni sapientoni, ha dato frutti positivi. Altri ne potrà aggiungerà quando lo stato di forma di Zlatan sarà migliorato dal numero di partite e dagli allenamenti. Nel frattempo sono partiti Caldara (rimpiazzato numericamente da Kjaer), Borini (Verona), Reina (rimpiazzato per un semestre da Bogovic), inoltre sono in corso trattative per Rodriguez (al Psv), per Piatek, Suso e Kessiè. Vorrei soffermarmi su quest’ultimo dopo aver segnalato che qualora all’Atalanta dovesse riuscire in pieno il recupero di Caldara qualche domanda bisognerà porsela sui giudizi espressi da Pioli all’atto della cessione per 18 mesi (“abbiamo fatto valutazioni fisiche e tecniche”). Su Piatek il club ha idee chiare: o si presentano acquirenti con un gruzzolo oppure il polacco può restare a Milano e partecipare alla risalita in classifica. L’Inter continua a proporre scambi con Kessiè: ha cominciato con Politano poi spostato a Roma per avere Spinazzola ed è tornata all’assalto con Vecino. Cosa vuol questa insistenza? Vuol dire semplicemente che Antonio Conte, occhio lungo e competenza assoluta, ha intravisto nel centrocampista rossonero la possibilità di dare forza, muscoli e resistenza al suo gruppo. In passato fu il Milan di Berlusconi e Galliani a ottenere vantaggiosi scambi, i più importanti dei quali furono Coco-Seedorf e Pirlo-Brncic. Scottato da questa esperienza, Massimo Moratti mise fine alla stagione degli scambi. Che si valuti bene a casa Milan il rischio doppio (rinforzare il rivale principale e indebolire il proprio centrocampo) di concludere operazioni del genere.