Il primo anno di Gattuso: dal 2-2 a Benevento all’uscita a vuoto di Salvini con il destino negli ultimi minuti

27.11.2018 00:10 di Alberto Cerruti  articolo letto 24656 volte
Il primo anno di Gattuso: dal 2-2 a Benevento all’uscita a vuoto di Salvini con il destino negli ultimi minuti

Tanti auguri a Rino Gattuso che oggi festeggia il suo primo anno sulla panchina del Milan, a cavallo di tre pareggi. Fu uno 0-0 casalingo, il giorno precedente contro il Torino, a condannare il suo predecessore Montella. Fu un 2-2 sul campo del Benevento, che acciuffò il primo punto al debutto in serie A con un incredibile colpo di testa del portiere Brignoli all’ultimo minuto, a guastargli l’esordio sulla panchina rossnera. Ed è stato un altro pareggio, ancora all’ultimo minuto, quando già pregustava il dolce sapore del successo con il sorpasso alla Lazio e l’approdo per la prima volta al quarto posto, a rovinargli l’ultima domenica. Evidentemente l’ultimo minuto è nel suo destino, perché da giocatore Gattuso ha vinto ai calci di rigore, prima una Champions nel 2003 e poi il Mondiale con l’Italia nel 2006. E quest’anno sempre all’ultimo minuto, grazie ai gol di Romagnoli, il suo Milan ha battuto il Genoa e l’Udinese. Così Gattuso ha allontanato tutti i contestatori che sognavano il suo esonero, riuscendo a togliersi l’etichetta del “traghettatore” che gli era stata cucita addosso l’anno scorso, quando subentrò a Montella.

Scelto da Mirabelli, confermato da Leonardo, Gattuso è condannato a soffrire con una squadra sopravvalutata all’inizio, ma non è il tipo che si spaventa. Figuriamoci, quindi, se poteva spaventarsi di fronte all’uscita a vuoto di Salvini che lo ha rimproverato di non avere fatto nemmeno un cambio nel finale della partita che stava vincendo contro la Lazio. E’ vero che non succede mai, o quasi mai, che un allenatore rinunci ad almeno una sostituzione, perché spesso le sostituzioni servono per spezzare il ritmo degli avversari in cerca del pareggio. Ma a parte il fatto che la panchina non offriva molte alternative, anche se con il senno di poi è facile parlare, nessuno ha la certezza che l’ingresso di Laxalt e /o Castillejo sarebbe servito per difendere l’1-0. Per questo, ma non soltanto per questo, Salvini ha sbagliato e ieri con un po’ di ritardo ha sentito il dovere d chiarire il senso del suo sfogo con Gattuso. Il danno, però, ormai era fatto e ancora di discutere la reazione di Gattuso, Salvini ha sbagliato per due motivi. Prima di tutto, perché doveva immaginare che nel suo ruolo di ministro degli Interni, quindi di importante uomo politico, e non di presidente di calcio come era Berlusconi, le sue parole avrebbero avuto un’eco incredibile, come infatti si è visto. E poi ha sbagliato perché il mezzo Milan schierato da Gattuso ha tenuto testa alla Lazio, senza naufragare come temevano molti tifosi rossoneri e forse lo stesso Salvini. I meriti della squadra, e quindi di Gattuso, erano stati infinitamente superiori ai presunti demeriti. E questo un vero tifoso milanista lo doveva capire, evitando nel caso specifico di sentirsi dire da Gattuso quello che molti altri italiani pensano. E quindi, caro Rino, malgrado il successo mancato contro la Lazio, come contro il Benevento, tanti auguri lo stesso. Il primo anno è passato e il Milan è ancora in Europa, sognando il salto in alto nella Champions. Con, o meglio senza, le critiche di Salvini.