Il progetto del nuovo Milan rimasto a metà: a gennaio non sempre si può completare. Meglio “inseguire” Milenkovic che spendere per “i signor nessuno”. Indispensabili i rinnovi di Gigio e Calha

08.10.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Il progetto del nuovo Milan rimasto a metà: a gennaio non sempre si può completare. Meglio “inseguire” Milenkovic che spendere per “i signor nessuno”. Indispensabili i rinnovi di Gigio e Calha

Ci sono valutazioni opposte sul mercato del Milan. Capita e non c’è da meravigliarsi. Ultimo esempio: il portoghese Dalot, a sentire Mourinho, avrebbe “gravi limiti difensivi”, tanto per citare l’ultimo arrivato a Milanello. C’è una parte autorevole della critica che promuove a pieno titolo il lavoro di Gazidis con Maldini e Massara e in effetti la prima parte delle operazioni, dalla conferma di Pioli fino all’arrivo di Tonali, è stata guidata da una sorprendente ispirazione e dettata da un disegno calcistico dotato di altrettanto realismo. C’è un’altra corrente di pensiero secondo cui a gennaio prossimo possono essere completatele caselle rimaste vuote. A titolo personale non ho mai pensato che bisognasse investire una cifra consistente per assicurarsi un sostituto di Ibra, tema ricorrente sui social. Piuttosto ho sempre pensato che fossero invece indispensabili altri due profili, un difensore centrale di spessore, dalla cifra tecnica superiore o pari, rispetto a quelle già in forza a Milanello, e un centrocampista per rendere ancora più solida la trincea di metà-campo utile al nuovo sistema di gioco (4-2-3-1).

Nel primo caso le richieste eccessive della Fiorentina (per Milenkovic) e quelle successive per altri candidati hanno frenato l’azione dell’area tecnica: non era il caso di strapagare gente che non avrebbe alzato le quotazioni della difesa rossonera. Nel secondo è stata fatta una valutazione tecnica: cioè meglio Krunic come 4° centrocampista che Bakayoko, e qui ci sarebbe da opinare, perché partirebbe da riserva. Con questo quadro complessivo, lo dico prima e in presenza di un primato in classifica dopo le prime 3 giornate di campionato, pretendere la Champions da Pioli credo sia eccessivo. Può tentare la scalata e sarebbe già da applaudire.

        Adesso la discussione si sposta sul futuro. Ha fatto sapere Elliott: a gennaio si possono fare altri interventi. L’obiezione scontata è la seguente: nessuno può provvedere cosa accadrà da qui alla finestra di mercato 2021. Nel frattempo si possono valutare il cammino in campionato e quello nel girone di Europa league che sono i due obiettivi principali della stagione. Per esperienza, ricordo a me stesso prima che al pubblico, che se nell’estate post-covid le disponibilità economiche dei club sono stage ridotte in modo drastico, a gennaio senza la riapertura degli stadi con tutto l’indotto relativo, lo scenario finanziario non sarà sicuramente diverso.

         Questo in premessa. Allora penso che sia meglio puntare su una strategia diversa. Per esempio: ho letto le parole di Pradè, ds della Fiorentina, riferite a Milenkovic. Ha detto: “Se non firma il rinnovo lo vendiamo!”. Ecco: sarebbe utile seguire a fari spenti questa pista e magari aspettare qualche mese pur di riuscire a centrare obiettivi che garantiscono un potenziamento tecnico effettivo. Altra riflessione: da ieri… bisognerà mettersi al lavoro per ottenere il rinnovo contrattuale di Donnarumma e poi di Calhanoglu. Sia l’uno che l’altro, perfettamente integrato con Ibra, e finalmente salito a vertici di rendimento notevoli, sono indispensabili per mantenere l’appeal del brand che è poi una delle missioni dichiarate dell’azionista, interessato a rivendere (la pandemia ha ulteriormente rallentato l’operazione e noto, con qualche soddisfazione, che dopo la rinuncia di Arnualt a completare l’acquisizione di Tiffany, sono sparite dalla circolazione i missionari del “hanno fatto tutto”) il Milan al miglior offerente.