Il tempo stringe e Gazidis deve preparare i tagli e le mosse per il mercato futuro. Ibra decide da solo, Donnarumma il nodo da sciogliere

09.04.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Il tempo stringe e Gazidis deve preparare i tagli e le mosse per il mercato futuro. Ibra decide da solo, Donnarumma il nodo da sciogliere

Il tempo stringe. Tra qualche giorno avremo più o meno il calendario della ripresa del calcio di serie A. Le resistenze di Cairo, Cellino e Ferrero, guarda caso tutti coinvolti nella zona bassa della classifica oppure con conti che consentirebbero di risparmiare grandi cifre tagliando i 4 mesi di stipendio, sono ormai vinte. È dovuto intervenire il presidente della Fifa Gianni Infantino per dettare la linea e Claudio Lotito, che pure aveva esagerato in senso opposto, si è ritrovato subito in buona compagnia. L’Inter, attraverso Marotta, ha già richiamato i suoi stranieri tornati a casa. Il tempo stringe, dunque e non c’è bisogno soltanto di mettere a punto la preparazione bis per preparare il Milan a completare il suo campionato, partito malissimo, rilanciato da Ibra e adesso finito nella terra di mezzo. C’è bisogno infatti di mettere mano, subito, al piano industriale della prossima stagione. E non dico certo di annunciare pubblicamente l’arrivo di Ralf Rangnick che sarebbe un colpo basso per Stefano Pioli il quale si è comportato in modo egregio e non lo meriterebbe. Deve completare la stagione e verrebbero meno anche le motivazioni più autentiche dinanzi a una viziosa iniziativa del genere.

Mi riferisco invece al capitolo dei contratti eventualmente da rinnovare e ai nuovi arrivi da individuare. Di sicuro Moncada e Almstad continueranno a fare il lavoro che hanno eseguito sotto il regno di Boban e Maldini e quindi sono già in grado nelle prossime settimane di segnalare giovani talenti che possano irrobustire la rosa attuale rossonera individuando anche qualche elemento esperto perché si è capito benissimo dopo l’arrivo di Ibra che il mix è quello giusto e può rendere meno lungo il viaggio di risalita del Milan verso posizioni di classifica più vicine al suo passato e alla sua storia. Poi c’è da sciogliere il nodo con Mino Raiola il quale gioca su più tavoli. Da una parte c’è Ibra che decide per proprio conto se restare oppure no, poi c’è Bonaventura probabilmente da piazzare ad altro club a fine contratto e infine c’è da discutere del futuro di Donnarumma che è in assoluto la questione di fondo su cui persino Mirabelli potrebbe dire la sua nel caso si concludesse con una cessione (già immagino la sua reazione: “noi con i cinesi siamo riusciti a trattenerlo, loro con Elliott  no”). Perché penso che Donnarumma debba restare, a dispetto dei criteri di compatibilità economica con il bilancio rossonero. Perché c’è anche un aspetto legato al senso di appartenenza, perché è impensabile che ci siano, dopo la crisi europea da corona virus, club in grado di offrire cifre consistenti per acquisire Gigio. Insomma non sarà così facile presentarsi con 60-70 milioni a casa Milan per realizzare l’affare.

Il tempo stringe, dunque. E forse è il caso di utilizzare questi giorni di quarantena per preparare il terreno delle future mosse. Come insegna la Juve in materia di tagli degli stipendi, è bene che anche il Milan acceleri oggi. Da domani, quando si tornerà a giocare, sarà tutto più complicato.