Incredibile ma vero: adesso Gazidis vorrebbe tenere Maldini al suo posto. Anche Pioli apprezzato ma…

07.05.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Incredibile ma vero: adesso Gazidis vorrebbe tenere Maldini al suo posto. Anche Pioli apprezzato ma…

Sembra un paradosso eppure è proprio così. Adesso è Ivan Gazidis che vuole tenere Paolo Maldini al Milan, nonostante l’arrivo ormai scontato di Ralf Rangnick. Il motivo è abbastanza semplice: perché ne ha apprezzato la serietà, in questa fase molto delicata e criticata della vita societaria, e perché ha anche preso nota che dal giorno in cui espresse il famoso giudizio (“Rangnick non è un profilo adatto al Milan”) ha mantenuto il massimo riserbo e non è più tornato sull’argomento. Anche dal punto di vista di Maldini la spiegazione è elementare: non vuole uscire con uno strappo o una striscia di polemiche e veleni. Un po' come è successo a Rino Gattuso che ha chiuso la porta alle spalle inseguito da una scia di rimorsi e rimpianti da parte di chi coloro che non hanno mai capito né apprezzato il lavoro svolto dal tecnico in condizioni complicatissime e con una squadra che non era certo formata da campioni. Bene: il quesito è uno solo.

Come risponderà a questo invito Paolo Maldini? Impossibile che decida di restare con lo stesso grado di capo dell’area tecnica dopo aver pronunciato quel giudizio affilato come un bisturi e che pensi di poter lavorare, fianco a fianco, con il tedesco che ha già chiesto, come premessa indispensabile, di poter disporre della piena autonomia per lavorare secondo le sue abitudini. Non è nemmeno pensabile di poter cambiare il ruolo di Paolo. Se passasse infatti nella divisione istituzionale, finirebbe con lo scontrarsi con Paolo Scaroni che è un uomo Elliott da sempre e che nel gestire il dossier stadio nuovo ha accumulato molto prestigio presso l’azionista.

E allora? La risposta è tutta nella testa di Paolo Maldini che ha già preparato una via d’uscita elegante, senza rotture così da non rompere l’idillio con il pubblico dei tifosi milanisti né la durata del contratto stesso.

A proposito di staff tecnico futuro sappiamo anche con sufficiente sicurezza che uno dei due collaboratori più stretti di Gazidis, Almstadt ha già declinato la proposta di diventare direttore sportivo poiché la precedenza esperienza in Inghilterra non è stata delle più felici. La stessa sorte di Maldini la sta vivendo in questi giorni anche Stefano Pioli, l’allenatore cui toccherà il compito più ingrato e cioè quello di tentare nei prossimi mesi -qualora davvero si riesca a ripartire col campionato- a migliorare la classifica così da ottenere un posto europeo. Su un punto Pioli ha messo tutti d’accordo, e qui tutti sta per Gazidis e l’azionista Elliott: ha lavorato in modo esemplare in un periodo di tempesta mediatica e di conflitti societari. Un altro, chiunque al suo posto, si sarebbe schierato da una parte o dall’altra provocando fratture insanabili. Il suo equilibrio e la sua maturità hanno consentito allo stesso Gazidis di riparare alla frattura con Boban senza aprire altre fessure nella società dove nei mesi precedenti c’è stato davvero un “tutti contro tutti” che non giovava a nessuno.