Ivan Gazidis: una presentazione da mille e una notte. Ma lascerà il segno solo se il Milan tornerà a vincere

13.12.2018 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Ivan Gazidis: una presentazione da mille e una notte. Ma lascerà il segno solo se il Milan tornerà a vincere

La presentazione di Ivan (attenzione: ci hanno informato che si legge Aivan e mi raccomando di non sbagliare!,ndr) Gazidis è stata un autentico boom mediatico. Il suo ufficio stampa gli ha preparato un uditorio, ristretto, di direttori e firme eccellenti con l’impegno di non “virgolettare” nessuna frase ma di conoscere dalla viva voce dell’interessato la storia personale e professionale del nuovo ad del Milan disegnando le linee guida e fissando la sfida del suo nuovo incarico. Ne è uscito un racconto da mille e una notte. è sbarcato un marziano a casa Milan, la descrizione meno impegnativa. Piuttosto è apparso ai lettori dei resoconti una sorta di genio del calcio fatto business prestato, per l’occasione, dal fondo Elliott all’impresa, per niente facile o scontata, del rilancio del Milan. Insomma è venuta fuori la narrazione di un super manager finito dietro la scrivania occupata in passato da Adriano Galliani, uno che ha vinto per 27 anni di fila, e Marco Fassone, uno che in 15 mesi non ha lasciato traccia.

       A prendere nota del suo primo giudizio pronunciato alla viglia della sfida col Toro, anche Rino Gattuso ne è rimasto stregato. Gazidis ha fatto centro alla prima uscita semi-pubblica, scontato che abbia fatto centro anche nel successivo summit con gli sponsor un tempo “ospitati” a villa Gernetto da Silvio Berlusconi. Da oggi in avanti bisognerà seguirlo lungo le curve della stagione e valutare i fatti che dovranno sostituire i piani esposti in modo brillante. Il dossier più attraente, quanto a ricavi, è quello riferito allo stadio. E la suggestiva proposta, nuovo stadio per Inter e Milan, da costruire nella zona del parcheggio attuale di San Siro dove un tempo splendeva quel magnifico palasport crollato sotto la neve, ha già ricevuto il “parliamone” da parte del sindaco Sala che pure perderebbe un bel “quid” di affitto. Da spiegare restano alcuni dettagli non di pochissimo conto: uno su tutti, cosa fare di San Siro dove c’è la storia dei trionfi di Inter e Milan, lo stadio che consente di ammirare calcio da qualunque postazione, per esempio. Qualche romanticone come chi scrive può già commuoversi da ora all’idea di non vedere più il bisonte poggiato sulle torri.

È vero: l’Arsenal, da cui proviene Gazidis, è diventato un club di grande appeal, ha attirato sponsor, il fatturato è lievitato grazie al nuovo stadio ma non risultano sull’almanacco successi collezionati dalla squadra. Anzi, proprio il suo vate, Arsen Wenger, è stato spesso inseguito da critiche e censure da parte dei tifosi. Ecco allora il punto: dalle parti del calcio italiano, la capacità di un capo-azienda sarà lucidata di sicuro dalle cifre del bilancio ma se non accompagnate da qualche trionfo, diventeranno semplici numeri d’interesse per banche e sponsor, non certo per la platea dei suoi fan. È la squadra che deve funzionare prim’ancora del settore commerciale. Il Milan di Berlusconi è diventato quel che è stato nel mondo, un numero uno, per la collezione di scudetti e coppe, perché ha espresso un calcio spesso spettacolare, perché ha richiamato sotto le proprie insegne un esercito di Palloni d’oro e di fuoriclasse attirati dagli stipendi generosi d’accordo ma soprattutto dalla promessa di cavalcate trionfali. E da quelle notti magiche è partorito l’interesse di aziende e sponsor.