Juventus e Inter, messaggio a Gattuso. Milan, messaggio ad Ancelotti

17.03.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Juventus e Inter, messaggio a Gattuso. Milan, messaggio ad Ancelotti

Il gran giorno è arrivato. Anche alla luce dei risultati delle altre (ogni riferimento alla sconfitta della Roma sul campo della Spal è puramente voluto) il derby di stasera potrebbe rivelarsi decisivo per i colori rossoneri. Vincere la stracittadina vorrebbe dire non solo affossare l’Inter e spedire la squadra di Spalletti a 4 punti, ma soprattutto significherebbe mettere ben 7 punti dal quel quinto posto che rappresenta lo spartiacque tra una stagione vincente e una semi-fallimentare.
È indubbio che anche un pareggio a questo punto sarebbe ben accetto, ma il Milan deve evitare di pensarci per non commettere un errore che in passato ha segnato alcuni match decisivi: le partite si giocano, non si aspettano. Magari si perdono, ma almeno con la convinzione di aver fatto il massimo con coraggio e voglia di imporsi. Un messaggio arrivato forte e chiaro dalla straripante Juventus che in settimana ha fatto letteralmente a fettine un Atletico Madrid calato all’Allianz Stadium con un atteggiamento eccessivamente passivo e rinunciatario. Ma anche dalla partita di Europa League persa dall’Inter contro l’Eintracht Francoforte, praticamente senza neppure scendere in campo.
Un messaggio mai tanto attuale per i rossoneri che stasera affronteranno l’Inter nel posticipo della 28^ giornata del campionato italiano di calcio, proprio ripensando a quello che è stato il derby d’andata, vinto meritatamente dai nerazzurri al 92’ dopo una partita non giocata dai ragazzi di Gattuso. Nel match più importante della prima metà della stagione, infatti, il Milan si è riscoperto timoroso e tremebondo al cospetto dei dirimpettai di San Siro. E il gol di Icardi, arrivato nei minuti di recupero di una partita subita dall’inizio alla fine, è stato solo una naturale conseguenza di un atteggiamento tanto remissivo ed irritante.
È vero che al di là di quello che raccontano i numeri, stavolta molto lusinghieri per i rossoneri, il Milan continua a palesare alcuni limiti evidenti dal punto di vista della costruzione del gioco e della personalità. Sono ormai 3 partite, a cominciare dalla semifinale di andata di Coppa Italia con la Lazio fino agli ultimi due successi in campionato - preziosi ma quanto mai sofferti - contro Sassuolo e Chievo, che la squadra di Gattuso propone una qualità di gioco non più fluida e scorrevole come ad inizio anno. Un limite dovuto essenzialmente allo stato di forma non brillantissimo di alcuni dei suoi interpreti più talentuosi: dallo spagnolo Suso, ormai in difficoltà da diverse settimane, fino a Calhanoglu e Paquetà, quest’ultimo probabilmente in crisi di energie dopo un anno vissuto intensamente e giocato in pratica senza soluzione di continuità.
Ma è altrettanto evidente che Il Milan attuale è una squadra molto diversa da quella che affrontò i nerazzurri all’andata. Non tanto perchè ad ottobre 2018 sfidò l’Inter da una posizione di inferiorità in classifica, quanto piuttosto per una diversa consapevolezza nei propri mezzi dei ragazzi. Adesso Romagnoli & compagni arrivano da 5 vittorie consecutive, hanno scavalcato i rivali cittadini e hanno anche recuperato ben 9 punti al Napoli negli ultimi 5 turni, arrivando addirittura a minacciare il grande ex Carlo Ancelotti per la conquista del secondo posto. Che vorrebbe dire tra l'altro cucirsi sul petto lo scudetto virtuale delle altre alle spalle dell’irraggiungibile Juventus).
Elementi che dovrebbero trascinare i rossoneri e spingerli a giocare la partita della vita, senza soggezione o tremori vari. L’Inter vive uno dei momenti più complicati della sua stagione e perdere il derby potrebbe rappresentare il colpo di grazia per gli uomini di Spalletti. Per farlo però occorre affrontare il match con fiero cipiglio. Anche qualche settimana fa il Milan incontrò una Roma a pezzi dopo il 7-1 rimediato in Coppa Italia contro la Fiorentina e allora Gattuso preferì una partita accorta, anche dopo essere passati in vantaggio con il gol di Piatek. Un atteggiamento che diede modo ai giallorossi di ricompattarsi e conquistare un prezioso pareggio.
Stavolta quell’errore non va più commesso: l’Inter va aggredita con sfacciataggine e sana arroganza e al bando i timori reverenziali e l’eccessivo rispetto. Una prova gagliarda e coraggiosa potrebbe valere non solo un passo quasi decisivo per un posto Champions, ma il definitivo salto di qualità verso l’elitè del calcio italiano.