Kakà, tutti lo vogliono!

Nato a Milano, dopo i trascorsi a Radio Peter Flower e TeleLombardia, è approdato a Mediaset come inviato prima e telecronista delle partite del Milan poi. Volto noto di Milan Channel, opinionista per Odeon TV è anche azionista del club.
11.07.2013 00:00 di Carlo Pellegatti   Vedi letture
Kakà, tutti lo vogliono!

Tutti lo vogliono!

Piazzale di Milanello, 8 luglio 2013. Ore 15. Ariedo Braida sta salendo sulla sua automobile, guidata da Andrea Valdinoci. Un tifoso, poi due, quindi altri tre, dietro gli alberi, al di là delle sbarre di protezione, lanciano una invocazione: ”Ci prenda ancora Ricardino! Faccia ritornare Kaka!” Il direttore del Milan allarga le braccia e, con un sorriso, si infila in auto.

Cologno Monzese, 9 luglio 2013. Sala montaggi di Mediaset. Sto preparando un servizio sul raduno del giorno prima, quando Seba, l’operatore RVM, grande cuore rossonero, mi guarda e mi dice sospirando: ”Pensa se tornasse Kaka!”

Insomma rimane sotto la cenere della speranza , ma è indubbio che il più bel regalo, sul piano emozionale, per i tifosi rossoneri sarebbe il ritorno dell’indimenticabile “Smoking Bianco “. Figuriamo, per un istante, solo per un istante, il volto sorridente del brasiliano, che esce dal gate della Malpensa. Immaginiamo la sua entrata sul campo di Milanello, circondato dall’affetto dei compagni meno giovani, dallo sguardo di ammirazione dei Ragazzi, che sono cresciuti nel mito di Kakazinho. Sogniamo la sua entrata a San Siro, in un San Siro stracolma di gente e di amore nei confronti del giocatore, che più ha entusiasmato, nel terzo millennio, con la sua classe e con il suo stile, i tifosi rossoneri.

Ho parlato di piano emozionale, perché sono sicuro che i più razionali siano già pronti ad elencare i motivi, per i quali Kakà sarebbe meglio non tornasse a Milano, ragioni anche giuste, legate all’età, alle sue attuali condizioni fisiche, alla sua mancanza del ritmo-partita , dopo tanta ruggine accumulata in panchina. Tutto perfetto, ma è ufficiale: NON MI INTERESSA!!! Rivederlo con la maglia dei suoi trionfi sarebbe una sensazione troppo forte per non gustarla almeno un altro anno ancora. Sopra la mia testa, intravedo già il dito accusatore che mi sta puntando contro Adriano Galliani, mentre mi lancia il suo monito, con un tuono: ”Nessuna Illusione, Pellegatti! Costa troppo sia il cartellino sia il suo ingaggio!” Ha ragione il dirigente milanista, ma deve essere Kaka a capire, per primo, che cosa significherebbe il suo ritorno a Milano per lui, per la sua autostima, per il suo futuro, per il suo amore verso il calcio. Un calcio che gli ha dato tutto dal 2003 al 2009, per lunghi e formidabili sei anni, ma che poi lo ha lasciato certo ricco a livello economico, ma poverissimo a livello di sentimenti e soddisfazioni. Credo che non abbia prezzo sentire, ancora una volta, intorno a lui l’affetto dei tifosi, rivivere quelle forti sensazioni del passato, ritornare protagonista, segnare un gol in Champions League, magari al Chelsea di Mourinho. D’altra parte, credo che Kaka non abbia molte altre soluzioni di prestigio. Alla cifra attuale del suo ingaggio, non trova alcuna squadra brasiliana. Varrebbe dunque la pena cercare di ritornare protagonista qui in Europa, nella “sua” squadra, il Milan. In quale ruolo, in quale posizione del campo, lo deciderà Allegri, che avrebbe la fortuna di impiantare nella sua rosa un altro esempio di professionalità e di attaccamento al lavoro , giocatore straordinario, una leggenda incantata per i tanti ”ragazzotti”, come li chiama il tecnico livornese, presenti nel gruppo. Sarebbe sufficiente, perché tutto diventasse splendida realtà, una telefonata al centralino di Via Turati, parlare con Adriano Galliani, che ha pianto senza vergogna, davanti a Florentino Perez, nel giorno della cessione al Real Madrid, comunicargli la disponibilità ad una forte, fortissima riduzione del suo ingaggio, dopo aver magari parlato con i dirigenti madrileni che, in ogni caso, sembra che lo abbiano già scaricato. Sono sicuro, mai negherebbe il ritorno del Campione il Presidente Berlusconi. Sarebbe una festa anche per Adriano Galliani che, al pensiero del “suo” Riccardo, cambia espressione, mentre gli brillano gli occhi. Concludo. L’emozione ostacola certo il ragionamento, dice Sir Arthur Conan Doyle ma, caro Sherlock Holmes, un cuore che batte per passione è la sensazione più bella che esista!