L'ex maturando Gigio... Ibra e il dopoguerra...

21.03.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
L'ex maturando Gigio... Ibra e il dopoguerra...

C'è uno strano pianeta su cui questo stramaledetto virus da incubo non è mai arrivato. Un pianeta rossonero di nome Milan. Il calcio è stato azzerato, anche se in giro si fa finta di non essersene accorti. E la cartina di tornasole di questa fiction è proprio il modo in cui il Milan viene trattato e sbattuto qua e là come se questa fosse una normale sosta per le Nazionali, con il Milan che ha perso l'ultima partita di campionato prima di fermarsi. Gigio va di qua e va di là, come se dopo questa guerra fossero tutti lì, pronti come prima a contenderselo a suon di milioni di euro. Anzi no, Gigio avrebbe deciso di rimanere un altro anno e poi di andare via a zero, facendo un danno economico al Milan. Chi arriva a pensare una cosa del genere non ha capito nulla dell'amore vero di Gigio e famiglia verso i colori in primis e soprattutto, in secundis, non conosce Gigio. E non ha ancora capito la scelta fatta da Gigio nel 2017. Ma secondo voi, Gigio si rivolge ai suoi followers, che sono in stragrande maggioranza milanisti e super affezionati a lui, per alludere al suo futuro in un momento del genere? La gente muore, i medici non hanno le mascherine, i mercati crollano, la UE sospende il patto di stabilità, l'Uefa pensa all'abolizione del Fair play finanziario, il mondo è disperato e in questo momento Gigio se ne esce candido candido: sai che c'è, imparo l'inglese perchè me ne vado...Ma Dio mio, ma per piacere. La sensibilità in un momento del genere non la chiedo e non la auspico. La pretendo. La esigo. Soprattutto in un Paese che due anni e mezzo fa lo massacrava per gli esami di maturità. E se oggi dimostra di essere maturato e di volersi migliorare imparando un'altra lingua, lo derubrichiamo a portiere in fuga. Che peccato. Che occasione sprecata.

Ibra poi, ah beh se non ce la fai a spendere vagonate di milioni per pagargli i 6 milioni della prossima stagione, lui se ne va...Ora, capisco perfettamente che se non parliamo un po' di calcio diventiamo pazzi. E capisco anche che conosciamo solo il calcio prima della guerra e come non avremmo mai lontanamente immaginato questo incubo, nello stesso modo oggi non siamo in grado di immaginare cosa sarà il calcio dopo la guerra. Ma anche qui, per piacere. Non c'è nessuna luce in fondo al tunnel, l'orizzonte è fosco e lontano, dobbiamo pensare alla sopravvivenza quotidiana dei nostri cari e usiamo Ibra come arma per bocciare il futuro progetto del Milan? Che sarà, esattamente come quello di tutte le altre squadre nel calcio dopoguerra, un progetto di lacrime e sangue, di buona volontà, di compatibilità con ciò che si potrà fare. Manca solo che, di questi tempi, il Milan venga accusato di non riuscire a trovare sponsor in queste settimane con tutte le opportunità che ci sono in giro...Saremmo sulla stessa linea di eccellenza. Questo momento, il momento che stiamo vivendo, tu, io, tutti noi, è molto più brutto e molto peggio di una retrocessione, di un quinto posto, di tutte quelle cose con cui siamo abituati ad infoiare le folle. A proposito di Ibra, ho sentito che non doveva raggiungere moglie e figli che non vedeva da più di due mesi e che erano in Svezia senza di lui, che i compagni non hanno gradito, che qui, che là. Infatti: dalla Svezia ha dichiarato di amare l'Italia, sta aiutando gli ospedali del nord Italia e i suoi compagni da lui abbandonati sono stati i primi a sottoscrivere e a donare...I calciatori, nel dopoguerra, avranno un compito fondamentale: ricreare un umore, ridare stimoli ed entusiasmo alle persone. Mi fido di loro, lo sapranno fare, lo sanno bene che senza i loro tifosi e senza gli stadi pieni, il calcio, e quindi anche loro, sarebbero finiti. Senza più nulla, ingaggi compresi. Forza!