La garanzia di Boban e i giovani non bastano. Il Milan ha bisogno di giocatori di qualità, personalità ed esperienza

16.07.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
La garanzia di Boban e i giovani non bastano. Il Milan ha bisogno di giocatori di qualità, personalità ed esperienza

Krunic, Theo Hernandez, Bennacer e forse Veretout. Sono questi i primi acquisti per il nuovo Milan del nuovo allenatore Marco Giampaolo. Giovani interessanti, per la verità con molti punti interrogativi provenienti dalla Spagna sul carattere del difensore, comunque tutti privi di esperienza, con qualità e personalità ancora da verificare. Il tempo per migliorare ulteriormente la squadra non manca, ma senza fare scomodi paragoni con le altre squadre che correranno per arrivare in Champions non si può dire che per il momento il Milan di Giampaolo sia più forte di quello di Gattuso. Per salire dal quinto al quarto posto non bastano i tanti slogan di questa estate, che si riferiscono a chi non va in campo, perché la differenza la fanno i giocatori nelle vittorie e nelle sconfitte. E’ vero che Giampaolo fa giocare bene le sue suadre, ma la Sampdoria senza campioni è arrivata al nono posto, a 15 punti dal Milan, malgrado i gol del capocannoniere Quagliarella. Ed è altrettanto vero che Boban è una garanzia di serietà, ma purtroppo per lui e per il Milan non gioca più, per cui se non è più possibile spendere tanto, per evidenti e comprensibili motivi legati al bilancio, converrebbe puntare su un campione, invece di prendere tre o quattro buoni giocatori, per compiere il tanto atteso salto di qualità. Nel grande Milan costruito da Berlusconi, Galliani e Braida, si parlava più dei giocatori, da Baresi a Maldini, da Van Basten a Boban, che dei dirigenti e dei rispettivi allenatori, tanto è vero che i rossoneri hanno vinto scudetti e Champions League con allenatori diversi: prima Sacchi, poi Capello e infine Ancelotti.  

E infatti da quando Maldini ha smesso di giocare, dieci anni fa, il Milan non ha più vinto nulla in campo internazionale, precipitando sempre di più, quando sono stati ceduti Ibrahimovic e Thiago Silva ed è stato lasciato libero Pirlo. Ecco perché mai come adesso, dopo il salvataggio del fondo Elliott, il Milan non può accontentarsi di limitare le spese, perché il rilancio della squadra e quindi della società passa attraverso la ricostruzione tecnica che va fatta con giocatori di spessore, pronti subito. Se se si vuole tornare subito in Champions, con o senza il bel gioco chiesto a Giampaolo, non ci si può accontentare di quelle che vengono definite “scommesse”. Se invece, si viole concedere ai giovani di crescere, bisogna avere il coraggio di non fissare l’obiettivo del quarto posto. Ma chi è disposto ad attendere così tanto tra il fondo Elliott e i tifosi? Per tuti questi motivi sarà determinante il prossimo mese, perché è vero che Ibrahinovi è arrivato quando il campionato era già incominciato e grazie ai suoi gol il Milan (di Allegri) ha vinto l'ultimo scudetto nel 2011, ma è troppo rischioso aspettare il 2 settembre quando chiuderà il mercato per regalare a Giampaolo un grande giocatore.