La grande novità

03.02.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:   articolo letto 37922 volte
© foto di Stefano Montesi
La grande novità

Anno nuovo, vita nuova. Il 2019 è iniziato è ha portato in dote una bella novità. In verità anche l’anno scorso era iniziato bene per il Milan, tanto che ad un certo punto, dopo una serie di risultati esaltanti, stava quasi prendendo forma la rimontona Champions. Stavolta però è diverso perchè quel quarto posto che vale la Champions oggi appartiene al Milan, grazie ad una nuova consapevolezza: la squadra rossonera pare diventata impenetrabile.
Malgrado un inizio di campionato shock durante il quale Donnarumma non riusciva mai a tenere chiusa la porta di casa, adesso segnare un gol a Gigione, dopo aver superato la linea Maginot formata in prima battuta da Kessiè e soprattutto Bakayoko, e subito dietro da Romagnoli e Musacchio o Zapata, è una sorta di mission impossible (un solo gol subito nelle prime cinque partite del 2019). E il rendimento del Milan è sorprendentemente cresciuto. Le due trasferte genovesi di inizio anno, la prima contro la Samp in Coppa Italia, la seconda in casa Genoa in campionato, chiuse entrambe con due rotondi successi per 0-2, sono arrivate in copia e fotografano quella che sembra la nuova strategia studiata a Milanello: massima attenzione dietro alle offensive avversarie in attesa del momento giusto per far partire stilettate esiziali nei minuti finali del match quando la riserva di energia del nemico è agli sgoccioli.
Un piano partita che ha parzialmente funzionato anche nella doppia sfida contro il Napoli, peccato che nel match di campionato il Milan non sia riuscito a trovare la via della rete, mentre nel bis di Tim Cup ci ha pensato il pistolero Piatek ad annichilire le armate partenopee condotte a San Siro dal grande ex Ancelotti.
Dato il giusto merito al centravanti polacco che si è preso gioco del gigante avversario Koulibaly ridimensionandone il valore in diretta nazionale, vale la pena fare una riflessione sulla crescita imperiosa di tutta la squadra per quanto riguarda la fase difensiva, anche perchè tenere all’asciutto per ben 180 una macchina da gol come il Napoli (anche ieri 3 gol alla Sampdoria e quasi 2 gol di media a partita in serie A) è già di per sé un’impresa.
Gigio Donnarumma sembra tornato l’imbattibile fenomeno che aveva fatto stropicciare gli occhi a tutto il mondo del calcio. Grazie ad un Romagnoli sontuoso e sempre più leader, sia Musacchio che Zapata, e con loro anche Rodriguez, Calabria e Abate, hanno migliorato in maniera innegabile il loro rendimento. Ma è sotto gli occhi di tutti che questo Milan ha acquistato invulnerabilità appena ha iniziato a difendere di squadra e non di reparto. E il merito di tutto questo non può che essere riconosciuto a Gennaro Gattuso, condottiero energico di un gruppo sempre più affiatato e desideroso di imporsi.

E a proposito di meriti del mister, sarebbe anche il caso di sottolineare quanto il lavoro imposto dallo staff tecnico di Gattuso a Milanello abbia influito sulla crescita esponenziale di Bakayoko. Intere sedute a spiegare minuziosamente al francese tutti i meccanismi di un ruolo che l’ex Chelsea non padroneggiava. La voglia di apprendere di Tiémoué, la sua dedizione e il suo impegno hanno fatto il resto. Oggi Bakayoko, ad un girone esatto di distanza dall’esordio al San Paolo dopo il quale era stato bollato da tutto l’universo pallonaro come un flop clamoroso, è diventato una colonna insostituibile del Milan. Da diverse settimane è sempre tra i migliori in campo (tanto che ormai la pratica «riscatto» dal Chelsea a giugno sembra diventata solo una formalità, malgrado le cifre del suo cartellino) ed è lui il principale e più autorevole testimonial del “Ringhismo”.

La strettissima attualità intanto ci riporta a Roma dove i ragazzi di Gattuso affronteranno  domenica sera quella Roma presa a pallate mercoledì in Coppa Italia dalla Fiorentina. Attenzione però a sottovalutare i giallorossi, apparentemente groggy dopo la batosta di qualche giorno fa. È vero che l’atmosfera a Trigoria non è delle migliori, ma la Roma è ad appena un punto dal Milan. Un successo domenica sera sui rossoneri lancerebbe Dzeko e compagni nella zona di classifica che conta e avrebbe il potere di zittire immediatamente tutte le polemiche sulla discutibile professionalità dei calciatori e sull’inadeguatezza del tecnico Di Francesco. Oltre al fatto che la Roma è una squadra giovane, umorale come tutti i ragazzi e quindi capace di alternare grosse prestazioni a debacle colossali. La chiave potrebbe essere quella di impedire alla Roma di acquistare fiducia in avvio di gara, cercare di aggredire subito i giallorossi e punirli con un gol magari in avvio di match per fare ripiombare subito gli avversari nel buco nero dell’insicurezza e della paura.
Chiaro, a chiacchiere sembra tutto facile. Sul campo invece ci sarà da fare i conti con l’orgoglio di De Rossi, Manolas, Dzeko, Kolarov e Florenzi, con la classe e la freschezza di Zaniolo, Pellegrini, Schick e Kluivert e magari anche con la voglia di rivalsa dell'ex di giornata El Shaarawy. Una cosa è certa, la partita di domenica sera tra Roma e Milan si annuncia vibrante e ricca di indicazioni. Chi sarà al quarto posto a fine giornata potrà sentirsi già un bel passo avanti nella corsa alla prossima Champions League.