"La Juve faccia il suo". Gigio dice quello che tutti pensano e si augurano, ma vista ieri sera... Riscatto Bakayoko: c'è di meglio, a quel prezzo, che potrebbe sostituirlo?

13.05.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
"La Juve faccia il suo". Gigio dice quello che tutti pensano e si augurano, ma vista ieri sera... Riscatto Bakayoko: c'è di meglio, a quel prezzo, che potrebbe sostituirlo?

Gigio Donnarumma ha lanciato il monito: “Speriamo che la Juventus faccia il suo contro l’Atalanta”. Un messaggio forte, indirizzato in quel di Torino, dove settimana prossima si giocherà Juve-Atalanta, partita dalla quale passa – inevitabilmente – anche la possibilità di quarto posto del Milan, con relativa qualificazione in Champions League. La probabile mancata concomitanza delle due gare – legittima la richiesta del Milan – non dovrà distrarre i rossoneri dalla gara con il Frosinone, anche perché i tre punti con i ciociari serviranno a prescindere dal risultato dello Stadium. In sostanza, come ormai tutti sappiamo, il Milan deve fare sei punti nelle ultime due mentre l’Atalanta non deve farne più di tre tra Juventus e Sassuolo. Ma visto l'andazzo dei bianconeri nelle ultime gare, compresa quella di ieri sera con la Roma, viene da pensare male. La Juve, dopo aver vinto il campionato, ha staccato la spina e domenica con l'Atalanta, se non vorrà alimentare le già forti voci di un finale di campionato discutibile, dovrà dare dimostrazione - davanti alla propria gente - che quanto tutti sospettano, non sia vero. 

Difficile pensare ad un risucchio dell’Inter nella lotta Champions, ma è ovvio che bisogna crederci fino all’ultimo, anche se meno di tre settimane fa, sempre da queste colonne, avevo detto che – in quel momento – il Milan non meritava la Champions per i risultati e per l’atteggiamento complessivo della squadra. Ma la reazione c’è stata e va sottolineata. Non importa essere belli in questa fase, conta essere concreti, come piace a Gattuso e come piace ai tifosi. Il tempo dell’estetica è bello che passato, servono i fatti in maniera evidente e tangibile. Vincere le ultime due e sperare, perché adesso pesano tantissimo tutti quei punti lasciati maledettamente per strada. Basti pensare che un girone fa, contro Bologna e Fiorentina, il Milan collezionò un solo punto sui sei a disposizione mentre negli ultimi 15 giorni ne sono arrivati sei su sei. Roba che, a ripensarci, vien da imprecare a decibel altissimi, per non parlare dell’orrido 0-0 di Frosinone, dove solo un super Donnarumma tenne a galla il Milan nel lunch match di Santo Stefano.

A Firenze si è capita l’importanza di Bakayoko per il Milan e per il suo centrocampo. Il francese è stato l’autentico dominatore della scena, replicando alcune delle sue migliori prestazioni nell’arco della stagione. Quando è andato faccia a faccia con Mirallas, però, si sono visti diversi fantasmi addensarsi sopra il Franchi, ma allo sguardo da killer con cui ha puntato il viola, non sono seguiti i fatti. Andando nell’analisi tecnica, un giocatore come Baka è difficile da trovare in giro per l’Europa. Soprattutto a quella cifra. Con lui, Donnarumma, Romagnoli e Piatek il Milan ha trovato la sua colonna vertebrale sulla quale poter costruire la squadra dei prossimi anni. 35 milioni, per un giocatore così, valgono la pena di esser spesi. Sarebbe un investimento importante, è vero, ma è altrettanto vero che con quei soldi, quali alternative di calibro internazionale si può pensare di portare al Milan? Capibile anche che sarebbe difficile trattenerlo in caso di mancata Champions, ma chi arriverebbe dopo di lui non avrebbe il suo stesso spessore tecnico.

Intanto per il Frosinone saranno presenti oltre 50 mila spettatori, segno evidente che tutti credono ancora nella possibilità della Champions League. Nel 2001-02, il Milan ci arrivò all’ultima giornata con il suicidio del Bologna con il Brescia in un 5 maggio da 80 mila spettatori in quel Milan-Lecce in cui i boati di San Siro si udirono fino in tangenziale nord. Inizia la settimana decisiva, dove il Milan dovrà fare il suo. La Juventus, si spera, anche.