La parte commerciale e i luoghi comuni. Firenze: timbrare non basta. Il fondamentale...Calha

22.02.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
La parte commerciale e i luoghi comuni. Firenze: timbrare non basta. Il fondamentale...Calha

Oggi basta chiedere che ora è e vedrete che la risposta è sempre la stessa: la parte commerciale del Milan è ferma. Tutti soloni, tutti esperti e tutti professori di marketing e di strategie, partendo dal presupposto che ci siano le condizioni per cui la parte commerciale del Milan debba essere per forza un'ìsola felice. Quando invece rispetto a 8 anni senza vittorie, rispetto a 6 anni senza Champions League, rispetto a 3 cambi di proprietà, chi può pensare, fuori dal luogo comune trito e ritrito, che gli sponsor a frotte siano lì ad attendere il Milan che invece dorme e non li va a prendere? Ma siamo seri. Il Milan e la sua Storia sono un colosso del mare che sta cercando di virare e cambiare leggermente rotta. Un cambio di rotta per un gigante come il Milan non può che essere lento. E nemmeno facile. Il Milan nei suoi 30 anni migliori è stato un affare di cuore. Oggi l'approccio è diverso. Il Milan oggi non viene vissuto dalla proprietà come una anomalia affettiva, come un caso a sè. Ma come una normale società di calcio che deve, per il suo stesso bene e per il suo stesso futuro, produrre business. Sfida non semplice, ma nulla di fermo e nulla di stagnante. Tutto è in movimento. Lentamente ma fisiologicamente. Basta guardare i led a bordo campo durante le partite: qualcosa di importante si muove, lentamente ma inevitabilmente i brand torneranno del tutto con il Milan. Non appena il Milan tornerà il Milan, si toccherà tutto con mano.

Importantissimo il tasto schiacciato ieri dall'allenatore del Milan, alla vigilia della trasferta di Firenze. Uno su tutti: timbrare il cartellino non basta. Certo che è così. Bisogna dare tutto ed essere coinvolti, sempre. Ci sono momenti nella storia delle stagioni in cui essere presenti ed essere professionali non basta. Bisogna metterci tanto cuore, altrimenti da uno stadio rovente come Firenze, contro una difesa ruvida e appuntita come quella viola, contro due talenti allo stato puro come Chiesa e Castrovilli, non ne esci. Ci sono partite con un pre e con un post. Ecco, appunto, Fiorentina-Milan. Il pre lo conosciamo, il post dipende solo ed esclusivamente da questa partita. Prospettive, programmi, peso, significato della stagione. Tutto passa dalla partita di stasera. E senz'anima, è inutile, meglio stare a casa. Con l'anima invece, tutto è possibile.

E qui veniamo al secondo giocatore più importante di questa fase della stagione rossonera. Il primo lo conosciamo. Ma il secondo? Lo splendido capitan Romagnoli di lunedì sera? Bene, ma non lui, perchè lui continua a fare il suo gioco e la struttura tattica delle difesa rossonera non è cambiata. L'uomo di ghiaccio Rebic che fa sempre gol? Bene, ma non lui, perchè il gol è un attimo stupendo ma poi c'è tutto il film della partita da costruire in sala di montaggio. Il dolce Bennacer in costante miglioramento? Bene, ma nemmeno lui, perchè vale più o meno lo stesso discorso fatto per Romagnoli. No, ci riferiamo ad Hakan Calhanoglu. Lui è il cuore pulsante del flusso offensivo del gioco in questo momento, lui è il ganglo di Pioli fra un modulo e l'altro, fra un sistema di gioco e l'altro. Hakan è mancato moltissimo contro il Torino. Anche a Firenze saranno necessarie le due due partite: quella a far legna e quella a pompare azioni. Calha merita spazio, attenzione e rispetto. Forza.