La paternità di Ibra. I tre titolari per ogni mercato

15.08.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
La paternità di Ibra. I tre titolari per ogni mercato

Ibra non lascerà il pargolo al ciglio della strada avvolto in un lenzuolo. Non solo onori e ingaggi: ci sono doveri e responsabilità. Il fagotto è il progetto del Milan della prossima stagione, e lui ne fa già parte. È un progetto anche figlio suo e questo non potrà che risultare l'aspetto decisivo. Legittimo che svolga le sue contrattazioni secondo le proprie aspettative e tenendo conto che la società sta facendo comunque un grosso sacrificio, con l'aggiunta della suspence che renderà esplosiva, on fire, come si dice nel linguaggio dei social, la visualizzazione dell'annuncio su Instagram, ma la firma morale sul contratto c'è già. È scritta in controluce rispetto alla firma in calce del rinnovo di Stefano Pioli, e anche rispetto alla prosecuzione naturale del rapporto di Paolo Maldini con il Milan. Lui la sta facendo diventare un evento, perché Ibra non dà nulla per scontato e non vuole mai nella vita essere dato per scontato, ma tutto questo fa parte di un passaggio che personalmente mi aspettavo. Che sia dato il giusto valore a se stesso, gli darà gli stimoli giusti per tenere tutti sul pezzo, per tenere sempre alta l'asticella della quotidianità. Zlatan non rinnova in automatico, a cascata, per consunzione. Zlatan rinnova solo col botto. E con i suoi tempi. Quello che non mi piace in questa vicenda, è la pressione mediatica sull'annuncio. L'ossessione. La frenesia. Quasi l'isteria. E sapete cosa accadrà un minuto dopo, letto bene, ripeto, un minuto dopo, l'annuncio? Che Ibra ha 40 anni e quindi via con le controindicazioni. Ma Ibra, santo Cielo, non ha 40 anni. Ne ha 38. E il 3 ottobre ne compirà 39. I 40 possono attendere, li festeggerà il 3 ottobre 2021, non sono di attualità a nessun livello, ne formale e ne sostanziale. Questa moltiplicazione dei pani, dei pesci e delle età dei giocatori del Milan, è un vecchio esercizio dei nemici. Che tornano sottilmente a farsi sentire. E anche questo è un bene.

I tifosi del Milan devono resistere alla tentazione di incazzarsi per il mercato. Il ma come...il ma non è ancora arrivato nessuno...l'inevitabile sveglia con tanto di punto esclamativo e l'assillo del gap di tanti anni da colmare e che se andiamo avanti cosi non colmeremo mai: il campionario degli sfoghi è tutto dietro l'angolo. Anzi è tutto già qui. Ma bisogna stare calmi ed essere lucidi. Il calcio italiano vive sulla lama di un rasoio, l'Italia va verso un nuovo lockdown, gli stadi resteranno vuoti per un bel pezzo, zero ricavi da campagne abbonamenti, diritti tv ambito decisivo ma in cui vale tutto, rate che vanno e rate che vengono tutto relativo: scenario surreale, ma il Milan deve fare mercato tutto e subito. Calma ragazzi, calma. Se fa caldo, non bisogna cercare refrigerio creando un problema ogni nanosecondo. Un colpo in uscita come quello di Ricardo Rodriguez è un ottimo colpo, calce viva, fondamento per il mercato che seguirà. Senza i ricavi che si sperava di ricevere dal Psv Eindhoven, ma resta un ottimo alleggerimento dei costi e un ottima soluzione peri problemi in sospeso. Come potrebbe essere per Pepe Reina. Il resto verrà. Il Milan sta procedendo, dal mercato estivo 2019 a quello invernale 2020, a suon di 3 titolari innestati nel gruppo ad ogni finestra di compravendite. Sarà così anche quest'estate. Arriveranno un difensore, un centrocampista centrale e un esterno di livello. Ai tempi giusti e ai prezzi giusti. Il Milan è stato sottilmente accusato, tra giugno e luglio, di saper fare solo calcio post Covid. Piccolo particolare: è ancora calcio post Covid, bellezze, e sarà così ancora per molto, molto, tempo.

Annotazione di Ferragosto: Rangnick non è mai stato del Milan e non ha.mai ricevuto nulla dal Milan, ma ha parlato del Milan in maniera normale, dicendo le cose come stanno, con garbo e rispetto. E soprattutto con il naso molto meno arricciato di chi al Milan c'è stato per 10 anni. Ma se al grande cuore del Milan si preferisce la culla del sistema e l'inerzia della propaganda, nessun problema. Ognuno a casa sua. Stima e rispetto per tutti, amore solo per Kaka'. Siamo fatti così e di cambiare non pensiamo ne valga assolutamente la pena. Perché poi?