La qualità di Giampaolo, Leao, Paquetà e un colpo segreto per rimediare ai disastri della gestione Fassone-Mirabelli

30.07.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
La qualità di Giampaolo, Leao, Paquetà e un colpo segreto per rimediare ai disastri della gestione Fassone-Mirabelli

C’è una nuova parola che fa ben sperare perché riporta con il pensiero al grande Milan, con Berlusconi e Galliani in tribuna, Maldini e Boban in campo. La nuova parola di questa stagione è “qualità” che ha sostituito quella di un’estate fa: “carattere”. Per la verità per vincere servono sia il carattere, sia la qualità, ma è indicativo il fatto che due grandi giocatori del passato come Maldini e Boban cerchino di aggiungere proprio la qualità al carattere, che da solo non è bastato per tornare in Champions League. In attesa di sapere, attraverso una dichiarazione ufficiale che faccia testo, se la dirigenza del Milan punta al quarto posto, oppure si accontenta di crescere senza fretta valorizzando i giovani, è già importante la scelta di principio di Maldini e Boban. Giampaolo è stato preferito ad altri suoi colleghi proprio perché ha sempre cercato di far giocare bene le proprie squadre, anche se è bene ricordare che i miracoli non li fa nessuno, tanto è vero che Zeman non ha mai vinto uno scudetto e lo stesso Giampaolo, senza campioni, è arrivato soltanto nono con la Sampdoria nell’ultimo campionato, staccato di 15 punti dal Milan “senza bel gioco” di Gattuso, malgrado la presenza del capocannoniere Quagliarella.

Il secondo indizio sicuro dei progetti del nuovo Milan è l’atteso rilancio di Paquetà, che guarda caso fa rima con  qualità, destinato a giocare dietro le punte come trequartista perché lui, più di Suso, ha queste caratteristiche. E se invece fosse lo spagnolo a essere preferito per giocare in quella posizione, come successo domenica contro il Benfica, la qualità rimarrebbe comunque alta. Ma la vera grande novità, che anche in questo caso fa rima con qualità, è in arrivo dalla Francia, perché se non ci sarà un altro colpo di scena, come per Correa, Leao ha le qualità per giocare, e segnare, in coppia con Piatek. Proprio per elevare il tasso di qualità in attacco è stato venduto, anzi svenduto, Cutrone che sarebbe stato utilissimo come seconda punta, o almeno come primo dei non eletti in panchina. E’ vero che Cutrone non ha la classe di Van Basten, ma se ha lasciato il Milan a malincuore, con l’aria di chi è stato costretto a togliere il disturbo, la colpa è della disastrosa gestione economica e tecnica della coppia MiraFax, al secolo Mirabelli e Fassone. Al suo posto, infatti, doveva essere ceduto Andrè Silva, strapagato 38 milioni dai due, che però adesso non interessa a nessuno, visto che per un motivo o per l’altro non è stato preso dal Monaco. Cutrone ha pagato e salutato per lui, mentre contro il Benfica sono scesi in campo inizialmente ben cinque giocatori presi dalla precedente gestione, che il Milan cederebbe volentieri per fare cassa: Musacchio, Rodriguez, Calhanoglu, Biglia e Borini. Non a caso Duarte è destinato a rilevare Musacchio, Hernandez è stato preso per sostituire Rodriguez, mentre Krunic o Bennacer prenderanno il posto di Biglia. Spendere poco per acquistare è difficile, ma vendere per incassare lo è ancora di più. Ecco perché bisognerà aspettare gli ultimi giorni per il colpo segreto sognato da Boban. Perché uno con la sua classe non può accontentarsi di questo Milan.