La stagione dipende da Ibra. Futuro: lo svedese o Jovic. Maldini resta se... 

10.05.2020 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture

La riapertura dei cancelli di Milanello per le sedute individuali è stata una bella immagine, un piccolo segno di normalità che speriamo possa essere seguito dai classici allenamenti di gruppo e, soprattutto, dalla ripresa del campionato. Sarebbe un bel traguardo, visto il periodo che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo e, in riferimento al calcio, visto l’ostracismo del Ministro Spadafora che proprio non dimenticheremo. Vedere di nuovo il pallone rotolare sul rettangolo verde e commentare le partite sarebbe sicuramente molto emozionante, quasi come all'inizio di una nuova stagione, questa volta con mille significati in più. Molto delle sorti del Milan in campo, se si tornerà a giocare, dipenderà da Zlatan Ibrahimovic, dal suo atteggiamento e dalla sua voglia. L'ultima partita, persa, contro il Genoa resta emblematica: nonostante il gol, Ibra era sembrato nervoso e quasi svogliato, condizionando di fatto l'intera squadra.

E' giusto che la Società rifletta attentamente anche sul suo futuro. Ripartire da lui o da un giovane? Per intenderci, la permanenza dello svedese escluderebbe l'arrivo di Jovic (o comunque di un profilo come lui). L'impatto dello svedese sulla squadra è stato molto positivo, ma è da verificare nell'arco di una stagione intera, la prossima, quando avrà 39 anni. D'altro canto Jovic ha dalla sue l'età e la fame di imporsi, ma rappresenterebbe comunque un'incognita, soprattutto dopo la stagione deludente al Real. Ibra o uno alla Jovic? Domanda a cui è difficile rispondere e di fronte alla quale la dirigenza non potrà sbagliare.

Il club è al lavoro infatti con l'obiettivo di costruire un Milan competitivo. Gli attori protagonisti in tema di calciomercato sono Moncada e Almstadt, il primo con un approccio puramente tecnico, il secondo finanziario. Il fine è comune e cioè trovare i giovani migliori per ripartire e provare a riconquistare un piazzamento in Champions League. Dalla Proprietà assicurano che non verrà fatto player trading: i giocatori verranno acquistati senza l'obiettivo di rivenderli garantendo plusvalenze.

In tutto questo si attende la decisione di Paolo Maldini, cui spetta l'ultima parola sul futuro. Potrà restare se accetterà di dialogare e collaborare con le altre figure dirigenziali: sarebbe in ogni caso difficile e imbarazzante rimanere in un Milan con Rangnick, già bocciato pubblicamente in tempi non sospetti. Uno come lui, dai grandi principi, come potrebbe accettare il tedesco e soprattutto come lo giustificherebbe?