La telenovela Ibra preoccupa, perché se non firma entro domenica ci perdono tutti: lui, Pioli e il Milan

18.08.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
La telenovela Ibra preoccupa, perché se non firma entro domenica ci perdono tutti: lui, Pioli e il Milan

Ancora quattro giorni: oggi, mercoledì, giovedì e venerdì, perché se non si riuscirà prima, difficilmente si troverà un accordo tra Ibrahimovic e il Milan nel fine settimana a Monte Carlo, dove risiede Mino Raiola, procuratore di tanti giocatori, ma soprattutto del campione svedese. La telenovela che dura da troppo tempo è nota a tutti. Il fondo Elliott e a scalare il suo primo rappresentante Gazidis, il responsabile dell’area tecnica, Maldini e l’allenatore Pioli, per non parlare dei tifosi, sono tutti convinti che Ibrahimovic debba rimanere come minimo per un’altra stagione. E anche lo svedese, che con l’arrivo di Rangnick sarebbe sicuramente andato via, è contento di rimanere. Come sempre, però, l’ostacolo è il vil denaro, perché il Milan gli offre 5 milioni netti più bonus, mentre Ibra ne chiede 7,5 per essere il più pagato della “rosa”. La logica, l’esperienza e soprattutto il buon senso fanno pensare che un accordo prima o poi si troverà, ma il rischio è che prevalga il “poi” sul “prima”, perché il Milan si radunerà lunedì prossimo e Pioli ha il diritto di lavorare fin dal primo giorno con la squadra al completo, a cominciare dal suo leader, Ibra appunto. Fin qui la società ha pensato soprattutto a liberarsi di stipendi ritenuti eccessivi, da Rodriguez a Reina, evitando di rinnovare il contratto a Bonaventura (a torto) e a Biglia (a ragione). Dei tanti nomi importanti per rinforzare la squadra, da Tonali a Chiesa, da Aurier a Milenkovic, non si è ancora visto nessuno e a maggior ragione sarebbe grave ripartire senza Ibrahimovic. Se non si raggiungesse un accordo con lui entro la fine della settimana, sarebbe difficile infatti immaginare quando si concluderà questa telenovela e anzi si potrebbe persino avanzare qualche pericoloso dubbio sul rinnovo del contratto. Tra meno di un mese il Milan giocherà la prima partita in Europa League, a ridosso dell’esordio in campionato e i tempi quindi sono già stretti, per cui Pioli rischia di essere messo in difficoltà. Un rischio che nessuno si può permettere, nemmeno Ibrahimovic agli occhi dei compagni e dei tifosi, perché se davvero ama il Milan come ha sempre sostenuto, non può impuntarsi per una differenza di un paio di milioni che cambierebbero la vita di chi scrive e di chi legge queste righe, ma certamente non cambierebbero la sua. Partire bene, in piena armonia e con rinnovato entusiasmo è fondamentale, perché i ritardi accumulati all’inizio si pagano alla fine e proprio l’ultima esperienza di Ibra in maglia rossonera lo dimostra. Lui è convinto che se fosse arrivato l’estate scorsa e non dopo Natale il Milan avrebbe vinto lo scudetto come quando arrivò nel 2010, con Allegri in panchina. Ma se non avesse vinto lo scudetto, nella stagione conclusa da poco con lui il Milan sarebbe arrivato almeno al quarto posto, con conseguente ingresso in Champions. Ecco perché accumulare altro ritardo adesso non avrebbe senso, visto che Ibra è già qui, conosce Pioli e i compagni e la sua presenza a Milanello fin dal primo giorno sarebbe il miglior carburante per volare verso altri traguardi. Poi ci sarà tempo per rinnovare il contratto di Donnarumma, che comunque al raduno ci sarà, con la speranza che arrivino rinforzi, perché come ha detto Boban alla “Gazzetta” al Milan manca ancora il 30/40 per cento per tornare grande. E dopo un sesto posto in rimonta, puntare al quarto è proprio il minimo. Specialmente se Ibrahimovic non farà perdere tempo a Pioli.