La Uefa faccia un giro. La cazzata della retrocessione. Alla faccia del mercato fermo...

06.07.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
La Uefa faccia un giro. La cazzata della retrocessione. Alla faccia del mercato fermo...

Si faccia un giro per il calcio reale, la Uefa. E non rimanga il eterno al chiuso delle torri d'avorio dei comunicati formali, dei codicilli e della burocrazia sportiva. Perchè quando in giro c'è l'anarchia selvaggia, ciò che l'amministra può essere al massimo considerata burocrazia e non certo Giustizia. E' passato il concetto che il Milan abbia esultato per l'esclusione dall'Europa League. Falso. C'è la soddisfazione per aver chiuso, pagando caro, quattro anni di contenzioso Fpf e di aver sanato il grosso (non del tutto, ma il grosso) del mega-lodo di Nyon. Poi però la vita continua. E al di fuori dei consent e degli award, c'è l'impazzimento totale dei prezzi del calciomercato. Il Milan pagò il 20enne Romagnoli 25 milioni di euro nel 2015. La stessa operazione oggi la potrebbe fare per 50 milioni, vedi Barella. Più in generale, quello che oggi costava 5 milioni oggi costa 20. Non c'è più ritegno e non ci sono più limiti. Leggiamo che il Tottenham può prendere Ceballos. E ti credo, i club della Premier fatturano il duecento per cento in più di quelli della Serie A ma partecipano allo stesso mercato e alle stesse competizioni delle squadre nostrane. Ma il Fair play finanziario è uguale sia per noi che per loro, in maniera più occhiuta che sensata. Ecco allora che dove non arrivano le norme e i commi, arriva la legge della strada. E chi ha rapporti e pelo sullo stomaco, fa le plusvalenze, le plusvalizie (lo dice Football Leaks, non certo noi) e le plusvalate (lo dice il CIES, non certo noi). E' la legge della giunga, altrochè il mondo delle regole. La proprietà e la dirigenza del Milan sono naif e non hanno queste relazioni? Visto da che ambientini arrivano, meglio dormire sereni la notte e fare sia i consent che gli award (anche se costan cari), piuttosto che fare cose delle quali pentirsi fra qualche anni sulla pelle del proprio club. 

Che trambusto attorno a Bennacer. Hai voglia a ricordare che a primavera 2020 la Uefa torna a monitorarti e che se vuoi tornare nelle coppe, devi aver migliorato i conti. Un minuto dopo aver spiegato e ragionato, ti chiedono Torreira. Ma il Milan, benedetti ragazzi, perchè dei propri ragazzi, dei propri tifosi, il Milan un totale e assoluto bisogno, il Milan oggi deve prendere quello che diventerà Torreira fra 2 anni, non Torreira stesso a 50 milioni. A proposito, tante battutine su Krunic e Bennacer che sono retrocessi con l'Empoli: sapete dov'era Torreira quando lo ha acquistato la Sampdoria? Era in Serie B con il Pescara e aveva appena perso il playoff per salire in Serie A. Più o meno quello che è appena accaduto a Bennacer, anche se non in un playoff Pescara-Bologna, ma contro l'Inter a San Siro e contro la traversa colpita nel finale. E poi, scusate il francesismo, dove sta di casa questa cazzata che se uno è appena retrocesso allora non può più circolare nel mondo del calcio. Se Sturaro, con tutto il rispetto per questo ragazzo che sta recuperando da infortunio, ha vinto lo Scudetto e Cuadrado è retrocesso con il Lecce, Sturaro resta Sturaro e Cuadrado resta Cuadrado. Proprio così, nel 2012 la Fiorentina ha preso Cuadrado che era appena retrocesso con il Lecce, un anno dopo lo stesso dicasi per il Genoa che prese Perin subito dopo il capitombolo con il Pescara. Negli anni successivi erano appena retrocessi Ilicic, Biraghi, Defrel e Cristante, quando li presero rispettivamente Fiorentina, Chievo, Sassuolo e Atalanta. Stavano per retrocedere e il loro club è poi retrocesso in estate, quando a gennaio cambiarono squadra Verdi, Mandragora e Kean. Gli stessi Borja Valero, Gonzalo Rodriguez e Zapata erano retrocessi nel 2012 con il Villarreal prima di venire, a far bene, in Italia, ma oggi nessuno se lo ricorda più. 

Sembrava che il mercato del Milan fosse fermo e invece sono arrivati tre giocatori, non c'è più l'acqua alla gola per le cessioni, c'è l'ipotesi di uno scambio suggestivo con i Wolves, con il Liverpool, ci sono le frasi di quel martello di Dijks, c'è la suggestiva ipotesi Luan Capanni. Alla faccia dell'essere fermi. Eh ma non c'è il colpo da 50 milioni...perchè ormai si esulta per quanto l'hai pagato, in questo calcio matto, non per quello che potrà fare sul campo. Due che non sono matti sono Ignazio Abate e Daniele Bonera. Igna ha lasciato il Milan in buone mani e ha salutato con educazione. L'anima rossonera che ha dentro di sè Abate, ha pochi riscontri nel mondo. Le sue parole grondano milanismo e noi ce le teniamo strette. Poi sta per arrivare il Daniele, uno che chiamavano Professore e definivano maturo già a 18 anni. Ma noi non lo conoscevamo quando aveva 18 anni. Lo abbiamo conosciuto, quando capiva cosa stava succedendo a Milanello ancor prima che succedesse. E' uno di quelli che ha giocato con il Celtic il Daniele, le due partite che hanno rimesso in moto il motore della settima Champions League. Cara Milanello, nello staff di Giampaolo (che lavora gomito a gomito con Boban, Maldini e Massara e che sa perfettamente cosa sta facendo nell'assemblaggio della squadra), non arriva uno qualsiasi.