La verità di Han Li: si accorsero dopo la firma che per il Milan servivano 10 milioni al mese. La suggestione Arnault ha contagiato anche Armani

09.01.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
La verità di Han Li: si accorsero dopo la firma che per il Milan servivano 10 milioni al mese. La suggestione Arnault ha contagiato anche Armani

Partiamo dai lamenti dei cinesi. Han Li, il braccio operativo di Yonghon Li, si è sfogato in una lunga intervista concessa a Forbes e ha spiegato che la perdita del Milan è tutta colpa “dei media che ci hanno massacrato”. È una tesi che non regge e non perché i media italiani, in quei mesi, siano stati caritatevoli confronti dell’azionista cinese. Tutt’altro. Non regge perché, nella stessa intervista, viene smontata dallo stesso Han Li il quale afferma che “il giorno dopo l’acquisizione del club ci siamo resi conto di quanto fosse onerosa l’operazione”. Non solo ma a un certo punto regala anche una cifra: “Occorrevano 10 milioni al mese”. Ecco allora la spiegazione semplice semplice della vicenda. Non avevano i soldi per comprare il Milan e hanno fatto ricorso al fondo Elliott per completare l’operazione e dinanzi alle quotidiane necessità del club, 10 milioni al mese, si sono ritrovati senza soldi. La favola dei poteri forti, per favore, la raccontino ai nipotini tra qualche anno.

SUGGESTIONE. Se persino Giorgio Armani cade nella suggestione Arneult, confessata in un passaggio dell’intervista concessa a Paola Pollo del Corsera sul tema della moda e del lusso, beh allora bisognerà proprio fare il punto sulla questione. Anche perché nel frattempo persino qualche ex calciatore continua a fare professione di sicurezza: Milan venduto al numero uno del gruppo del lusso più famoso al mondo che di recente ha anche acquisito il marchio Tiffany. Procediamo con il riassunto delle puntate precedenti. La Repubblica è stata il primo giornale a pubblicare la notizia oltre due mesi fa. Sono seguite le smentite. Alcune, firmate da Elliott, quasi dovute in casi del genere. Altre invece hanno una particolarità mai registrata in precedenza. Antoine Arnault ha firmato un post su Instagram indirizzato ai tifosi rossoneri per spiegare loro, chiedendo anche scusa per il coinvolgimento nella vicenda di un club glorioso come il Milan, di non avere alcun interesse ad acquistare una squadra di calcio. La smentita, solenne, confermata poi anche dal portavoce del gruppo a Milano, oltre che dalla fonte Elliott, non ha sortito alcun effetto. Le voci, i particolari addirittura della trattativa (controllo dei conti, lettera di riservatezza, cifra proposta di 970 milioni e incontro recentissimo a Milano in occasione dell’arrivo di Singer jr.) si sono moltiplicati. All’epoca delle prime indiscrezioni, una fonte interna al Milan molto qualificata, bollò la notizia come “balle cinesi” non perché fosse proveniente da ambienti cinesi, naturalmente.

A questo punto si devono fare alcune osservazioni: 1) se non ci fossero attori interessati a tenere viva la questione, non si spiegherebbero gli articoli firmati da professionisti accreditati; 2) se la trattativa fosse davvero in atto dovremmo essere ormai in dirittura di arrivo. Gli esperti del ramo ricordano che per Tiffany, il gruppo di Arnault, con i suoi legali e manager, ha concluso l’operazione da molti miliardi, in due mesi secchi. Chi è interessato allora a tenere viva la vicenda? Secondo alcuni operatori della finanza milanese la risposta può essere di due tipi: o qualche esponente “nascosto” del venditore oppure la banca d’affari interessata a tenere caldo l’affare. Ai prossimi mesi l’ardua sentenza.