Le “colpe” di Leonardo, la ragione per sperare nella Champions e quell’assist che arriva dalla stampa

05.05.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Le “colpe” di Leonardo, la ragione per sperare nella Champions e quell’assist che arriva dalla stampa

Insomma adesso il principale imputato, dopo l’esautorazione pressochè scontata del reprobo Gattuso, pare essere diventato Leonardo, il direttore dell’area tecnica del Milan, colpevole di aver messo a punto un mercato non propriamente soddisfacente. In effetti, alla luce del rendimento a corrente alternata dei nuovi acquisti rossoneri, qualche considerazione è legittima: Castillejo e Laxalt non hanno di certo lasciato il segno, Bakayoko lo sta lasciando ma più per fattori extracalcistici che altro, Caldara ha chiuso la stagione con 0 - leggasi zero - minuti giocati in campionato e Higuain è scappato e tutti sappiamo come. Ce n’è a sufficienza per considerare la sessione estiva del mercato non esattamente brillante. 
Chi accusa Leonardo e lo bolla come “inadeguato” però, probabilmente in maniera sleale e un po’ ipocrita, dimentica che la campagna acquisti del Milan è stata pianificata, messa a punto, organizzata e realizzata in neppure 20 giorni. Il dirigente brasiliano è stato presentato ufficialmente alla stampa il 26 luglio, a seguito dell’ennesimo cambio di proprietà in via Aldo Rossi, e il mercato estivo si è chiuso il 13 agosto. In meno di tre settimane Leo ha chiuso il maxiscambio con la Juve, che per l’unanimità degli addetti ai lavori è stato considerato un colpo di genio, ha puntellato la rosa con quelli che dovevano essere tre rincalzi, salvo poi rivelarsi (nel caso di Bakayoko) imprescindibili, ed è riuscito a liberarsi da incomodi e pesanti ingaggi come quelli di Kalinic, Bacca, etc. etc.
E a conferma delle capacità indiscusse di Leonardo, non dimentichiamo gli acquisti di Paquetà e Piatek (con Higuain sbolognato al Chelsea) a gennaio, ad oggi le armi più affilate su cui poter contare nella rincorsa ad un posto Champions. Per quanto mi riguarda, ci vuole davvero il coraggio a criticarlo.

E a proposito di rush finale, mancano ancora quattro giornate alla fine del campionato, il Milan è a 3 punti dalla zona Champion, eppure lo stato d’animo che alberga nei cuori di tutti i milanisti è quello della più cupa ed amara rassegnazione. Comprensibile, per carità, nelle ultime 7 giornate di campionato i ragazzi di Gattuso hanno conquistato la miseria di 5 punti, una media che garantirebbe la retrocessione immediata. Oltre ad una qualità del gioco mostrata dal derby in poi che ha fatto precipitare il termometro delle speranze rossonere al di sotto del nulla cosmico.
Però non è ammissibile rassegnarsi adesso. Guardando il calendario delle ultime quattro giornate come si fa a non covare ancora una briciolo di speranza? Con il Toro che ha già lasciato due punti nel derby della Mole, l’Atalanta che va a giocare all’Olimpico sul campo della Lazio, e la Roma chiamata ad affrontare un Genoa con il sangue agli occhi e per giunta in trasferta, il Milan ha un’occasione unica (naturalmente in caso di successo contro un Bologna in fiducia ma già ampiamente salvo) per rientrare in gioco. Esiste addirittura la possibilità di ritrovarsi di nuovo al quarto posto e padrone del proprio destino. Con un calendario nelle ultime tre giornate che annuncia una trasferta a Firenze, sul campo di una Fiorentina apparsa già in vacanza, poi un match casalingo contro il Frosinone e l’ultima a Ferrara, con la Spal già appagata per il raggiungimento della salvezza. Nel frattempo le dirette contendenti avranno tutte da affrontare i campioni d’Italia della Juve, questa settimana è toccato al Torino, la prossima alla Roma e nella penultima sarà l’Atalanta a sbarcare all’Allianz Stadium, peraltro appena quattro giorni dopo aver affrontato la Lazio nella finale di Coppa Italia. Considerata la poca disponibilità dei famelici campioni d’Italia a lasciare punti persi per strada, soprattutto contro avversari storici, e con un Cristiano Ronaldo in queste condizioni, ce n’è di che sperare in ottica rossonera.
E allora sarà il caso di ripulire l’aria ammorbata di Milanello, finirla di flagellarsi con pensieri negativi e provare a voltare pagina per tentare il tutto per tutto in questi ultimi 360 minuti della stagione. 

Chiudo con un’ultima annotazione. Secondo uno dei più autorevoli quotidiani nazionali, lo stop che la Juve ha imposto al Toro nel derby rappresenterebbe un assist prezioso a Roma e Atalanta in ottica Champions. Il Milan ignorato, come se non esistesse più, malgrado i granata siano appena un punto sopra la squadra di Gattuso. Ebbene, se i calciatori rossoneri - di cui si sussurrano comportamenti non proprio irreprensibili fuori dal campo - avessero davvero un pizzico di orgoglio, di fronte ad una provocazione del genere dovrebbero finalmente reagire. Questo è il momento di dimostrare di essere prima uomini e poi professionisti. Di ragazzotti più o meno viziati, incapaci di reggere il peso della maglia rossonera, se ne può francamente fare a meno.