Le comiche del mercato, l'idea 3° posto e una Coppa senza Juve

01.02.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Le comiche del mercato, l'idea 3° posto e una Coppa senza Juve

Da Ibrahimovic a Fabregas, da Carrasco a Muriel, da Duncan a Sensi, da Deulofeu a Verdi o Defrel, da Tonali a Paredes fino a Pellegrini e Fellaini. Molte le piste battute da ottobre al 31 gennaio, molte le trappole e gli ostacoli disseminati sui sentieri: l'Uefa, le scelte dei club (il Sassuolo e il Brescia hanno "aperto" per giugno, ma sono state irremovibili sul non cedere adesso i loro gioielli, così come il Watford), dei giocatori (Fabregas per esempio ha preferito la penultima squadra francese alla quarta italiana, Carrasco non è sceso di un euro dai 10 milioni netti l'anno in Cina, Ibra pure ha preferito i dollaroni, Muriel ha voluto mantenere la parola data alla Fiorentina), dei procuratori. Così di fronte allo zero del Milan, sono saliti alla ribalta i festeggiamenti dell'Inter per Godin (a giugno, eppure a Natale hanno già fatto i caroselli), 33enne che arriva in una difesa dove già ci sono Skrjniar, DeVrij e Miranda; della Fiorentina per Muriel (giusto, per carità); della Juve per Caceres adesso e Ramsey a giugno, del Parma, del Bologna, del Genoa eccetera, tutte attivissime, tutte in corsa per la palma della regina del mercato. Leonardo e il Milan (il club che ha speso di più in Europa in questa sessione, 70 milioni) si sono dovuti accontentare di due qualsiasi, Paquetà e Piatek. Che disastro. Per non parlare della fallimentare gestione del caso Higuain, il re sbarcato a Londra regno del sarrismo, nuova frontiera del calcio mondiale. Bisognava prendere esempio dall'anti-Juve: guardate che bravi che sono! Vogliono andarsene Candreva, Gagliardini e Perisic ma loro non mollano, se li tengono stretti. Serve, una rosa ampia quando hai due allenatori, lo stratega Spalletti e il risolutore Conte. Così si fa!

Speriamo che a giugno Leonardo non ci illuda ancora con una giostra di nomi, per poi alla fine prendere un altro qualsiasi Paquetà e un altro qualsiasi Piatek. Magari nei ruoli di centrocampo e sulla fascia. Sarebbe davvero una comica.

Con questi due scarti dal Brasile e dalla Polonia, il derelitto Milan senza idee, senza soldi, senza gioco e senza allenatore, riesce a non beccare più gol, è da solo al 4. posto, ha eliminato Sampdoria e Napoli in Coppa Italia dove è approdato in semifinale, sta per recuperare Conti, Caldara, Biglia. Mah. Assurdo, Un copione Monty Phyton. Comiche del mercato e del campo. E spera persino di vincere all'Olimpico domenica, perché sarebbe finalmente ora di parlare di 3° posto, non sempre e solo di 4°... Questi sono tutti pazzi.

Alla fine degli anni Settanta il voto politico degli italiani fece tremare un centro bolso e colluso, attraverso ondate di preferenze a destra e soprattutto a sinistra. Il grande Indro Montanelli titolò sulla prima pagina del quotidiano che dirigeva, “Il Giornale”, una frase che divenne cult: “Non moriremo democristiani”. Mi è venuto in mente al fischio finale di Atalanta-Juventus quando finalmente è diventato aritmetico come un trofeo italiano, dopo tanti anni, non andrà ai bianconeri. Non è solo e tanto una questione di tifo: è soprattutto un pensiero al nostro calcio che ha bisogno di premiare anche qualcun altro, dando ossigeno a una generazione soffocata da una sola squadra. La Coppa Italia, mal concepita, male organizzata e peggio scandita da un calendario demenziale, improvvisamente s’è trasformata in magia. Ha aperto le porte dicendo chiaro e tondo che gli invincibili non esistono. 

Fatti sotto adesso, vecchio cuore rossonero.