Le condizioni di Gigio per restare e quelle del calcio per ripartire

01.05.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Le condizioni di Gigio per restare e quelle del calcio per ripartire

Ci sono molte cose che mi sfuggono in queste settimane di silenzio, solitudine, tg e molte letture. Amando il calcio e mancandomi (oltre a mia sorella, i parenti, gli affetti, gli amici, uno stipendio certo e sicurezze sul futuro) le partite e tutto il resto, non mi spiego come non sia possibile fare full-immersion, chat, mail, a oltranza di giorno e di notte, tra Fifa, Uefa, governi, federazioni, leghe alla ricerca di un percorso comune. Un protocollo universale, per dirla tutta, che non riguardi tanto le date, ma le modalità, le condizioni, i modi. Quasi ogni giorno invece è un inseguimento alla notizia, alla polemica, alle ipotesi trasversali in cui - a mio avviso con legittimità - si infilano anche il Coni e gli esperti sanitari che dovrebbero partecipare a quelle videochiamate.

Com’è possibile che tra club continuino a trattare giocatori e soldi, mentre il Palazzo si aggiorna appuntamento dopo appuntamento senza elaborare una linea precisa? Alludo alla metodologia di raduno e allenamenti che - è chiaro a tutti - potranno riprendere soltanto dopo l’arresto o il drastico accerchiamento della pandemia. Non prima. Essendo fermi i calciatori già da molte settimane, avranno ovviamente bisogno di allenarsi a lungo per riprendere: perché allora non stabilire già da adesso che i campionati andranno conclusi, anche a costo di riformulare il sistema (penso a playoff e play out), in modo da poter avere un riallineamento generale con una scadenza, per esempio, in autunno? 

Sarebbe anche un modo per risolvere il nodo delle scadenze contrattuali del 30 giugno, tanto per cominciare, è quello di evitare la dilatazione della serie B (o addirittura la A) con un numero superiore di iscritte rispetto a quello attuale. E sarebbe stato un modo per evitare che Belgio, Olanda e adesso Francia, decidessero per conto loro con un “arrivederci e grazie” che comporta ricorsi su ricorsi e, come si sapeva perfettamente, atri imprevedibili risvolti e slittamenti. 

Un altro esempio pratico di ciò che sto dicendo, è il nodo Donnarumma. Gli elementi per rinnovare il suo contratto sono tutti sul tavolo: Raiola vorrà sapere progetto, ambizioni e budget del club, chi sarà l’allenatore del futuro, qual è davvero la volontà del Milan di ripartire da Gigio, per poter soddisfare le richieste del portierone. Per il quale la permanenza di Paolo Maldini sarebbe già da sola più che sufficiente, non solo per prolungare la sua vita rossonera, ma addirittura spalmare l’ingaggio su un arco più lungo. 

Una dimostrazione di fedeltà che, come quella dei tifosi, andrebbe soddisfatta senz’altro. Sarebbe un segnale importante, sarebbe la prova che una strategia c’è e si basa su fondamenta solide, accantonando finalmente i troppi errori del recente passato.