Le lezioni silenziose di Paolo e Rino. Bonucci-Higuain, effetto domino. Icardi termometro Champions. Che schifo la polemica sulle donne e il calcio

22.02.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Le lezioni silenziose di Paolo e Rino. Bonucci-Higuain, effetto domino. Icardi termometro Champions. Che schifo la polemica sulle donne e il calcio

Sono convinto dal primo giorno in cui Rino Gattuso si è seduto sulla panchina del Milan, che fosse la persona giusta al posto giusto nel momento giusto. Nella stravolta vita della squadra e dello spogliatoio, da 4 anni, aveva la precedenza su tutto ristabilire valori come senso di appartenenza e cultura del lavoro. Nessuno più e meglio di “uno come” Gattuso avrebbe potuto farlo, insegnando cosa significhi indossare la maglia rossonera e soprattutto onorarla, dal lunedì alla domenica. Dopo di che, 2 sessioni di mercato accavallate tra 2 gestioni diverse, una costruzione complicata e contraddittoria, fino alla lunga serie di infortuni. Bisognava comunque restituire un’identità di “squadra”: compatta, convinta, organizzata. Tutto questo ha fatto, piano piano, crescere mentalità e autostima: eccellente risultato sotto questo profilo. Infine, ma solo infine, il gioco: per quello servono qualità e allenamento, ma senza gli infortunati e prima di Bakayoko, Paquetà e Piatek sarebbe stato difficile per chiunque. 

Gattuso, allenatore giovane e inesperto, ha messo nella quotidianità la sua cultura milanista, continuando a studiare per erudire le sue conoscenze tattiche e di metologia. Sogna un Milan con il trequartista e le 2 punte, sogna un Milan che riesca ad aggredire gli avversari e comandare il gioco. Ha bisogno degli interpreti, di collocarli nel loro ruolo secondo le loro caratteristiche. Per adesso bisogna proseguire sulle virtù acquisite. Lui e Paolo Maldini, con il loro comportamento retto e silenzioso ai vertici della nuova dirigenza, stanno proseguendo in un apprendistato alimentato dall'amore e della passione. Doti che non mancano nemmeno a Leonardo con ruolo e mansioni assai differenti, sotto pressione perché la priorità societaria (tornare in Champions) è economica prima che sportiva.  

Puntare al 3° posto è possibile per i numeri e perché l'Inter ha una rosa superiore a quella rossonera, soltanto sulla carta. Il vero termometro nerazzurro è Icardi e per questo Marotta ha fatto un passo indietro: senza il loro bomber, l'unico fuoriclasse di Spalletti, non entrano nelle prime 4.

A proposito di rivali, cominciano a tornare i conti dopo le delusioni sentimentali patite con Bonucci prima e Higuain poi. L'effetto domino dei loro capricci è stato salutare per il Milan, oggi infatti Piatek sarebbe ancora al Genoa e si penserebbe a Caldara come terzo pacco rifilato dal club bianconero in 2 stagioni. Quando starà bene e giocherà, potremo ultimare il valore degli "scambi" mettendo sulla bilancia anche l'ex atalantino e De Sciglio. 

Chiudo confessandovi il disgusto, in parte già esternato in settimana sulla mia pagina Facebook, rispetto alle polemiche seguite alla frase di Collovati ("Sentir parlare una donna di tattica mi fa venire il voltastomaco"). Un'affermazione sgradevole perché pronunciata senza sorriso e senza ironia, ha chiesto scusa 2 volte e gli va concesso il perdono, anche se la macchia resterà nel suo curriculum. Il dibattito che ne è seguito ha toccato picchi ancor più ottusi e volgari, quasi che alla fine si senta il bisogno di ringraziare Collovati per aver consentito di smascherare decine di personaggi assai più gretti di lui. Così come bisogna ringraziare il Cuneo per aver infierito sulla Pro Piacenza (i cui ragazzi sono giovani e forti, si riprenderanno dalla batosta annunciata): senza quel 20-0 che ha fatto parlare l'Europa, infatti, la mediocrità e l'approssimazione del governo calcistico italiano avrebbe continuato sotto silenzio la sua miserabile esistenza. Forse, adesso qualcosa cambierà.