Le prossime mosse di Pioli sono il suo esame di laurea. Ibra non vuole solo chiudere una carriera luminosa. Su Gigio, Raiola continua a raccontare favole

02.01.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Le prossime mosse di Pioli sono il suo esame di laurea. Ibra non vuole solo chiudere una carriera luminosa. Su Gigio, Raiola continua a raccontare favole

L’arrivo di Ibrahimovic a Milanello non deve provocare, di rigore, la partenza di Piatek. Sarebbe un grave errore, a mio parere. E non solo perché Zlatan non è pronto per giocare fin da lunedì 6 gennaio contro la Samp ma perché anche il polacco, come tutti gli altri della rosa, può cogliere dalla presenza di un capo branco carismatico l’occasione per ridurre i difetti e potenziare le rispettive qualità. Piuttosto l’arrivo di Ibra è un grande banco di prova per le capacità del tecnico. Pioli, nell’intervista concessa al Corsera, si è detto pronto, professionalmente, ad aprire un ciclo con il Milan: è questa l’occasione giusta. Perché ci sono molti nodi da sciogliere, molte scelte da azzeccare, molte intuizioni da mettere in pratica e serve una grande personalità per guidare il gruppo che non è composto solo da ragazzi alla prima esperienza. A cominciare, per esempio, dal ruolo di Suso. Personalmente sono sicuro che o lo spagnolo modificherà i suoi tempi di gioco (una, due, tre finte e contro-finte, per uno come Ibra che vuole essere servito al momento giusto e nel posto giusto) oppure entrerà in conflitto aperto con il calcio dello svedese e con le esigenze del gruppo. Altro dilemma: come compagno di banco, a sinistra, sarà meglio puntare su Calhanoglu che continua però a non trovare la strada del gol, oppure promuovere il giovane Leao che ha qualità ma non ancora la testa giusta per stare dentro il Milan? Ecco un altro argomento di competenza esclusiva del tecnico.

Il ruolo di IBRA. Si è molto discusso, nei giorni di festa, sul ruolo di Ibra all’interno dell’attuale gruppo rossonero. Cosa farà? Il semplice trascinatore oppure una sorta di guida tecnica spirituale? Sono state registrate le versioni più fantasiose cui si è aggiunta quella di Mino Raiola, il suo agente e compagno di avventure professionali. Ha detto Mino: “Sarà come l’ultima tournèe dei Queen”. Avrebbe voglia insomma di un congedo da incorniciare per la sua inimitabile carriera. Non credo sia questo il parere dell’interessato. Ibra arriva a Milano e torna nel calcio italiano di cui conosce tutte le insidie, per “andare oltre i limiti”. Moltissimi suoi colleghi e tanti addetti ai lavori pensano, infatti, che alla sua età sia venuto il tempo di andare ai giardinetti invece che pestare l’erba magica di San Siro. Lui è qui per dimostrare il contrario. Secondo progetto personale di Zlatan: sta immaginando il suo futuro dopo aver lasciato il calcio attivo. E probabilmente lo vede ancora a Milano e nel Milan che ha bisogno di molte energie per riprendere quota.

DONNARUMMA. A leggere l’intervista rilasciata da Raiola a Repubblica, i tifosi del Milan dovrebbero “chiedere scusa all’agente” che aveva visto giusto nel dichiarare guerra a Fassone e Mirabelli preparando la via di fuga per il giovane portiere che poi decise, su decisivo intervento della famiglia, di accettare il contratto da nababbo offerto dai cinesi e di restare a Milanello. Qui c’è proprio un tentativo di confondere le acque. I tifosi sono dalla parte giusta, invece. Perché se c’è stata una sola buona azione svolta da Mirabelli è stata quella di riuscire a vincere il duello con Raiola ottenendo la conferma di Donnarumma al Milan. Se l’avesse spuntata Mino, infatti, Gigio ora sarebbe da qualche altra parte, a Parigi quasi certamente e non al Milan che si ritroverebbe, anche dal punto di vista della rosa, con un gioiellino in meno.