Le scintille tra Ibra e Gazidis dimostrano ancora una volta che l’ad non è ancora pronto per guidare un club come il Milan

11.06.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Le scintille tra Ibra e Gazidis dimostrano ancora una volta  che l’ad non è ancora pronto per guidare un club come il Milan

Dal confronto di mercoledì a Milanello sono venuti fuori scintille e forse anche pezzi di verità che provocheranno altri scossoni alla carrozzeria già ammaccata del povero Milan. Ivan Gazidis si è presentato per la prima volta dalla fine del lockdown e dall’arrivo dei rossoneri nel centro per gli allenamenti a 48 ore dalla sfida di Torino, semifinale di coppa Italia. Questa è stata una scelta improvvida, segno di una impreparazione di fondo al ruolo e al compito di responsabile numero uno dell’azienda chiamata Milan. E i calciatori, raccolti nello spogliatoio, non hanno fatto mistero dei loro malumori e del loro disappunto. “Ma come ti presenti soltanto adesso?” una delle frasi pronunciate da Zlatan Ibrahimovic che hanno lasciato il segno sul volto dell’ad sud-africano il quale ha poi riconosciuto l’errore commesso e ha promesso che in futuro sarà più presente nel centro sportivo.

In discussione non c’erano motivi banali ma questioni delicate come il taglio degli stipendi per via dell’interruzione. E soltanto ieri Gazidis ha dato una risposta -concordata probabilmente con Londra- alla trattativa iniziata 5 giorni prima che prevedeva la trattenuta del 50% del mese di aprile, prolungando però sui 14 mesi il pagamento annuale per coprire la durata della seconda parte extra del torneo. “Abbiamo dovuto attendere le disposizioni della federcalcio” la giustificazione. A quel punto, mentre Romagnoli, il capitano, e Bonaventura, sono rimasti in silenzio, Ibra ha commentato a modo suo, a muso duro: “Non è più il Milan di una volta”. E qui Gazidis ha replicato spiegando quali sono i motivi economici e tecnici, di risultati cioè- per cui non c’è più il Milan di una volta garantendo sulla solidità dell’azionista e sul valore aggiunto che arriverà dalla costruzione del nuovo stadio. Sul futuro il dirigente è stato per forza vago ma non è un segreto l’arrivo di Rangnick, motivo che ha portato Boban alla rottura e che porterà Maldini (ieri assente, pare per una leggera indisposizione) a lasciare appena conclusa la stagione supplementare.

C’è un altro aspetto che vale la pena segnalare. E cioè che dopo quasi due anni Gazidis non è ancora stato in grado di parlare perfettamente l’italiano, che sarebbe il segno di una integrazione completa oltre che nel ruolo anche nel paese dove vive e lavora adesso. Ieri infatti dopo un breve sermone in italiano, ha dialogato in inglese con Ibra che gli ha ribattuto argomento dopo argomento e che ha dimostrato di avere la personalità giusta per affrontare argomenti scottanti senza indietreggiare di un centimetro. Non so quale sarà il giudizio di Elliott ma è evidente che ancora una volta l’ad sud-africano ha dimostrato di non conoscere i fondamentali del suo ruolo e che, perso il filtro che in passato è stato garantito dalla coppia Leonardo-Maldini e poi da quella composta da Boban e Maldini, ora toccherà a lui gestire tutti i rapporti e a farsi carico integralmente della funzione di capo azienda. Di sicuro questo episodio non è la premessa migliore per affrontare domani sera la Juventus senza tre top (Theo, Ibra e Castillejo) e con una striscia di deludenti risultati alle spalle.