Leonardo-Higuain, strategie di rottura. Mercato ostaggio degli svizzeri. Supercoppa a Jedda: demagogia gratuita. Coppa Italia da vincere

11.01.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:   articolo letto 51863 volte
Leonardo-Higuain, strategie di rottura. Mercato ostaggio degli svizzeri. Supercoppa a Jedda: demagogia gratuita. Coppa Italia da vincere

Non ci voleva uno scienziato nè lo spiffero di un portinaio per capire quanto anomalo fosse, il nervosismo eccessivo di Higuain sin dalle prime uscite stagionali (ricordate il finale di Cagliari). Non esprimeva uno stato di forma o una condizione carenti, ma un disagio palpabile. Gli scorpioni sono saltati fuori dai sassi, infine. Ci sarebbero molte cose da dire, sugli atteggiamenti di un professionista così lautamente retribuito, ma evito la retorica limitandomi a rispondere a chi ha criticato Leonardo per il sarcasmo regalato ai giornalisti, su questo delicato tema: sono assolutamente convinto che sappia quello che fa. Higuain, la Juventus, il Chelsea devono rispettare le condizioni del Milan. Punto. Leo ha tutto il diritto di gestire la rottura - o la prosecuzione del rapporto - mettendo il Pipita pubblicamente di fronte alle sue responsabilità. Che sono molte e molto chiare.

Oltretutto, l’inattesa questione cade temporalmente nel bel mezzo dei ricattti della Polizia Svizzera dell’Uefa che continua a trattare il MilanAc come se fosse un’azienda di mariuoli alla canna del gas, non accettando politicamente la strada che tutto il mondo imprenditoriale ormai percorre nelle sue strategie di sviluppo: l’intervento dei fondi. Il mercato, iniziato con progetti ambiziosi come quelli di Ibrahimovic e Fabregas, deve forzatamente ripiegare su obiettivi meno prestigiosi, ma che - ne sono certo - saranno funzionali all'inseguimento del ritorno in Champions.

Se pensassi che la partita con la Juventus in Supercoppa sia una montagna invalicabile, suggerirei di non partire nemmeno per giocarla. E la demagogia gratuita che accompagna questo evento non c’entra niente. I moralisti dell’ultima ora hanno cercato invano di cancellare anni di rapporti tra Italia e Arabia a tutti i livelli, aggrappandosi a una finale che darà invece la non trascurabile opportunità di parlarne. Si limitino a questo, a parlare, e non rompano le scatole: un tweet di sdegno non si nega a nessuno, tanto anche se questi pretazzi della diocesi qualunquista disponessero di più di 140 caratteri, non avrebbero comunque argomenti per utilizzarli tutti. 

Chiudo con la Coppa Italia, sempre peggio organizzata e sempre meno valorizzata: il Milan ha il dovere di onorarla comunque fino in fondo, per tornare a respirare il profumo della vittoria. Senza se e senza ma.