L’insegnamento del caso Icardi a casa Milan. Il gruppo coeso è il capolavoro di Gattuso

14.02.2019 00:00 di Franco Ordine  articolo letto 53042 volte
L’insegnamento del caso Icardi a casa Milan. Il gruppo coeso è il capolavoro di Gattuso

Un qualche insegnamento dalla vicenda Icardi-Inter può e deve arrivare anche a Milanello. Il terremoto provocato dalla decisione della società neroazzurra di degradare il capitano, di nominarne un altro al volo (Handanovic) provocando l’ira di Icardi che ha rifiutato di partire per Vienna, rappresenta una lezione su cui vale la pena riflettere. Intendiamoci: non c’è alcuna analogia con il clima che si respira dalle parti di Carnago. Anzi la presenza, proprio nelle ultime ore, di tre esponenti del magico gruppo capace di vincere la settima Champions e di andare a Yokohama per conquistare il mondiale per club, è una dimostrazione plastica di come il dna milanista resti, a distanza di anni e di esperienze con maglie diverse, un marchio inconfondibile. Ho letto, a margine di questa visita, qualche commento acido riferito soprattutto a qualche giudizio in libertà di Ambrosini dai microfoni di Sky e di Pirlo nel bel mezzo della sua esperienza juventina. Mi paiono più reazioni di pancia che un sentimento diffuso. Ma torniamo all’argomento centrale.

L’insegnamento riguarda il passato milanista, non il presente. Oggi Alessio Romagnoli interpreta il proprio ruolo con saggia serenità e lascia che ci siano altre personalità nel gruppo –Reina in prima linea- pronte a esercitare la guida spirituale in allenamento e oltre. L’errore fu commesso nell’anno precedente quando l’arrivo di Bonucci coincise con il golpe nei confronti di Montolivo, avvertito anche lui a decisioni prese e a pubblicazione avvenuta. Oltre alla fascia, persino il numero scelto da Kessiè finì sulle spalle dello juventino per motivi- si disse allora- di marketing. Fu uno dei motivi per i quali Bonucci non risultò mai amato dai rossoneri e la principale spiegazione dell’eccesso di responsabilità che il difensore tradì nelle occasioni più note.

Uno dei meriti maggiori acquisiti sul campo da Gattuso, oltre al fatturato punti-classifica, è appunto la costruzione di un gruppo molto coeso, nel quale non ci sono divisioni, dissidi personali, gelosie di natura contrattuale e nemmeno accuse di preferire tizio a caio. Persino il nervo scoperto Donnarumma è stato curato con perizia. Come dimostra la storia recente del calcio italiano (la Lazio di Maestrelli e Chinaglia), spesso le faide interne, hanno anche contribuito a raggiungere successi inaspettati. è l’eccezione, non certamente la regola. Maradona, processato per il suo vizio, fu semplicemente adorato dai suoi compagni che provvidero per molti mesi a difenderlo e a “coprirlo” durante le sue “scappatelle” notturne per usare un eufemismo. Su quella pietra, Gattuso ha costruito tutto il resto. E adesso la presenza a Milanello di Ambrosini, Oddo e Pirlo, in rigoroso ordine alfabetico, non è altro che una testimonianza plastica di come si possa combinare la storia con l’attualità mostrando ai rossoneri di oggi il cordone ombelicale con quelli di ieri.

Ps: non c’è spazio per parlare di Atalanta-Milan e mi limito perciò a una pillolina. Se c’è una partita in cui il 4-3-3 può tornare utile è questa. Gasperini difende a tre anche dinanzi al tridente d’attacco. Perciò la sfida può essere decisa proprio dai due, Suso e Calhanoglu.